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Esportazioni apuane a +107% nei primi sei mesi del 2021. Ma i livelli pre-covid sono lontani foto

Fortissima ripresa nei primi sei mesi del 2021: l'export è cresciuto di 624 milioni di euro. L'analisi dell'Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara

MASSA-CARRARA – I dati Istat provvisori, riferiti al primo semestre 2021, mostrano i primi effetti della ripresa, il cosiddetto rimbalzo economico dopo il lockdown da coronavirus, con risultati rilevanti per il sistema produttivo locale; il valore delle esportazioni della provincia di Massa-Carrara è risultato pari a 1.205 milioni di euro, in fortissimo aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, +107,7%; in valore assoluto si sono acquisiti circa 625 milioni di euro. I dati Istat sulla zona apuana sono stati elaborati dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio.

«La ripresa degli scambi commerciali a livello internazionale – scrive l’Isr – faceva, ovviamente, presumere una decisa ripartenza dell’interscambio commerciale ed in particolare da parte di quelle economie locali, come quella apuana, da sempre caratterizzata da una forte propensione all’export. Un dato ancor più soddisfacente se messo a confronto con l’andamento positivo, ma non come quello apuano, registrato a livello regionale e nazionale, difatti la regione Toscana ha registrato un + 32,5%, e l’Italia un +24,2%. Mettiamo comunque in evidenza che la crescita di circa 625 milioni di euro dell’ultimo semestre, rispetto a quello precedente del 2020, è più che favorevole, ma se confrontiamo il dato attuale con quello del primo semestre 2019 osserviamo che, all’opposto, si registra ancora una lieve diminuzione, pari in valore assoluto a 53 milioni di euro che diventano un -4,2% in termini percentuali. Questo ci permette di affermare che la forte ripresa in corso non ha però ancora compensato, o meglio raggiunto, i valori ottenuti nel 2019, periodo pre-covid».

Dal punto di vista settoriale, per quanto riguarda la metalmeccanica, ovvero macchinari e apparecchiature meccaniche, si osserva che il comparto delle macchine di impiego generale, turbine, pompe, accessori ed altro, salgono di ben 231 milioni di euro nei primi sei mesi dell’anno in corso; con valori maggiori troviamo le altre macchine di impiego generale, identificabili con macchine ed apparecchiature per industria chimica, petrolchimica e petrolifera, in ascesa addirittura di 274 milioni di euro.

Interessanti anche i risultati alla voce motori, generatori e trasformatori elettrici; apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità, in crescita nei primi sei mesi del 2021 di 16 milioni di euro. Anche in questo caso, come in quello degli apparecchi meccanici si tratta di attività riconducibili essenzialmente ad una sola impresa, la Nuova Pignone Baker Hughes, la quale gode di buona salute e sembrerebbe, a oggi, non aver risentito di particolari conseguenze derivanti dal blocco dei mercati nel periodo del lockdown, ma di sfruttare la scia delle materie prime energetiche.

Passando ad analizzare invece il macrosettore lapideo, in specifico il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, in sostanza marmo e granito lavorato, nei primi sei mesi del 2021 il risultato è stato fortemente positivo. Il settore con circa 162 milioni di euro di vendite è aumentato del +31,3% in valore assoluto più 39 milioni rispetto al primo semestre del 2020, differenza che risulta però ancora negativa se paragonata con i valori del primo semestre del 2019, -1,7%, in valore assoluto circa 3 milioni di euro.

Tendenze altrettanto soddisfacente anche quelle registrate per le vendite della restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo, con circa 98 milioni di euro di export a giugno 2021, per una crescita del +67%, in valore assoluto 39 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2020. Ancora in disavanzo comunque, di circa 22 milioni di euro, rispetto ai valori del primo semestre 2019. Note di rilievo devono essere riservate anche ai prodotti chimici di base, con un +16,9% nei primi sei mesi del 2021, per un totale di 31 milioni di euro di vendite; tendenza positiva anche quella registrata dagli altri prodotti chimici, incrementati del +4,4%, passando da 45 a 47 milioni di euro di esportazioni nei primi sei mesi del 2021.

L’Isr ricorda infine che «la voce importazioni, nei primi sei mesi del 2021, ha raggiunto i 332 milioni di euro, un valore in aumento del +42,5% rispetto al semestre del 2020, in valore assoluto circa 100 milioni di euro. Allo steso tempo la regione Toscana ha ottenuto un +24,4% e l’Italia un +24,1%».

«Questi primi sei mesi del 2021 – commenta il commissario della Camera di Commercio, Dino Sodini – sono dati molto incoraggianti che testimoniano una capacità di presenza e di ripresa sui mercati esteri straordinaria da parte degli imprenditori locali e che non sembrerebbe aver subìto ripercussioni dagli effetti del lockdown da pandemia. Dimostra la capacità del nostro sistema di agganciare la forte ripresa mondiale tra varianti covid e chiusure/aperture di attività». Aggiunge il presidente dell’Istituto Studi e Ricerche, Vincenzo Tongiani: «Sono dati molto favorevoli che in parte ci aspettavamo, forse non con questi numeri, ma che dovranno essere ulteriormente confermati nei prossimi mesi, infatti se la ripresa del commercio internazionale è evidente, in taluni casi i risultati raggiunti sono ancora inferiori a quelli del 2019, periodo pre-covid».