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Imm, ok al bilancio ma disavanzo da 14 milioni. I sindacati: «I soci si assumano le proprie responsabilità»

Cgil, Cisl e Uil all'attacco: «Secondo il vostro presunto piano industriale per molti dei lavoratori il futuro in azienda non ci sarà»

MARINA DI CARRARA – «Invano in queste settimane abbiamo più volte chiesto all’amministratore unico, per le vie brevi, e ai soci pubblici di questa società, anche a mezzo stampa, incontri sulle prospettive di Imm e sul piano di risanamento, incontri che ci sono stati negati adducendo le scuse più banali e prive di fondamento. Ci congratuliamo con un quotidiano per essere riuscito a entrare in possesso di questo importante e, solo nei nostri confronti, segretissimo documento, ma allo stesso tempo condanniamo l’atteggiamento degli unici che ufficialmente, in quanto lo hanno approvato, avevano il piano di risanamento, ovvero i soci, i quali hanno preferito passare una velina agli organi di stampa, anziché confrontarsi nel merito dei contenuti con i rappresentanti delle lavoratrici e lavoratori». Lo affermano in una nota Filcams Cgil Fisascat Cisl e UilTucs Uil sull’approvazione del bilancio da parte di Imm-Carrarafiere che registra un disavanzo di 14 milioni di euro.

«Perdonateci la domanda ancorché provocatoria ma quanto mai opportuna… se l’assessore Marras avesse appreso la notizia della sua estromissione dalla giunta regionale, oppure il vicesindaco Matteo Martinelli del suo siluramento dalla giunta comunale di Carrara solo attraverso la stampa, di quale umore sarebbero dopo aver letto tale notizia? E allora vi diciamo, esimi soci ed esimio amministratore, che oltre ad essere stati scorretti, oggi come ieri, con le organizzazioni sindacali, lo siete stati anche con le lavoratrici ed i lavoratori di Imm, che hanno letto, nero su bianco, che secondo il vostro presunto piano industriale per molti di loro il futuro in azienda non ci sarà.
Hanno appreso anche che la politica, responsabile primaria della sorte di Imm, ovvero i soci pubblici, licenzieranno la metà dei dipendenti oggi presenti in azienda, non per colpe ascrivibili alle maestranze, ma perché chi, nel corso degli anni, ha amministrato e diretto questa azienda ha portato avanti una politica commerciale, dati alla mano visibili dai bilanci oramai tutti approvati, quantomeno miope e probabilmente fallimentare».

«La responsabilità di tutto ciò è esclusivamente a carico delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo, che nella migliore delle ipotesi hanno abdicato al loro ruolo di soci e controllori, avvallando la politica del “ghe pensi mi” (ogni riferimento all’incontro del 7 agosto 2020 è puramente voluto), fino ad arrivare al triste capitolo di oggi. Non abbiamo mai sentito un mea culpa di come è stata diretta questa società con l’avallo dei soci, non abbiamo ascoltato nessun piano di rilancio; tutto ciò mentre Verona prepara la fiera del marmo per settembre, e Carrara, ex capitale del marmo nel mondo, continua a non programmare nulla ed anzi l’unica voce al capitolo programmazione è il taglio al personale, e nel frattempo si legge di varie iniziative che nessuno o solo pochi eletti conoscono. Il marmo e la nautica si era detto che dovevano essere i due pilastri sui quali basare la ripartenza, ma dove sono? Abbiamo già detto di Wcd che di sicuro non rappresenta il marmo a Carrara ed è tutto fuorché una fiera. Della Nautica non se ne parla più. È stato chiesto al personale di collaborare ai budget delle manifestazioni proprie. E anche qui nonostante la professionalità dimostrata dal personale, nonostante le argomentazioni a supporto delle proposte, tutto il lavoro svolto è stato accantonato prendendo in considerazione, in continuità con le disastrose situazioni pregresse, solo le istanze portante avanti dalla direzione».

«Occorre che i soci – proseguono i sindacati – si assumano la responsabilità propria di chi ha lasciato gestire un ente fieristico in modo da portare a questi risultati, di chi ha gestito il personale di quella azienda come se fossero dei bambini dell’asilo a cui non venivano e tutt’ora non vengono comunicate le iniziative o le non iniziative che la fiera avrebbe intrapreso, e quando ne venivano a conoscenza era ed è solo a mezzo stampa. Vedere alla voce “festa della birra”. I lavoratori e le lavoratrici che da sempre credono nel proprio ruolo e nell’azienda in cui lavorano, sono in grado di far fronte agli impegni, sono sempre stati disponibili, e lo hanno dimostrato in più occasioni anche di recente, quando alle richieste di collaborazione dell’azienda non sono seguite le dovute istruzioni e il lavoratore ha dovuto imparare al momento cosa fare, e solo la professionalità e l’impegno dei lavoratori sono riusciti a marginare ulteriori falle. Come successo durante l’ultima Wcd. Questo va a discapito dell’Immagine di Imm, come vergognosamente ci ricordano i personaggi abbandonati sulle panchine. La festa della birra non si farà. Poteva essere prevedibile vista la situazione. Ma le motivazioni addotte dall’azienda non convincono».

«E che dire delle altre manifestazioni interne? 4x4fest non è stata fatta causa covid nel 2020 ma si è voluto andare avanti fino all’ultimo (settembre) prima di dire che non c’erano le condizioni, il personale lo diceva da mesi. Seatec/Compotec senza comunicazioni esterne da febbraio 2020 (ancora in attesa del comunicato finale di quell’ultima edizione pre-covid).  E non dimentichiamo il marmo, fatta Wcd nel 2020 (non ne conosciamo i risultati economici) si è cercato di fare la parte professionale (Marmo 2020) anche se era evidente l’impossibilità nella situazione del momento di coinvolgere le aziende, causa covid e causa la scarsezza del prodotto offerto. Quest’anno fatta, con tutti i problemi evidenziati, solo la parte Wcd. Come organizzazioni sindacali chiediamo nuovamente che si ponga termine a questo stato di cose. Purtroppo per chi “dirige”, i lavoratori hanno una testa e la usano e per questo da anni riferiscono problemi che sono rimasti irrisolti per una scelta della governance in carica, ampiamente sostenuta dai soci, e queste sono le conseguenze. È più comodo dare la colpa a chi ha meno potere delle proprie mancanze o scelte sbagliate cercando con la propria posizione di mettere in un angolo il lavoratore che si oppone agli sbagli dell’azienda».

«Ci fa sorridere che in quell’articolo si indichi come risoluzione dei problemi di bilancio, meno 14 milioni, alcuni eventi che prevedano entrate dai 15mila ai 50mila euro. Veramente chi dirige questa società pensa che questa sia la strada che porti alla risoluzione dei problemi? Irreale. Bisognerebbe avere l’umiltà di condividere e rischiare e se si sbaglia riconoscerlo e cambiare rotta, un buon comandante lo sa fare. E chi non lo è deve lasciare il posto. Non saremo più inermi di fronte a questo disastro ma porteremo nelle vostre stanze la nostra lotta».