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«Mettere sul mercato Sanac? Una follia. Troppi anni senza investimenti»

Lo afferma Graziani (Uiltec). E da Fratelli d'Italia: «La Regione faccia la sua parte e solleciti lo Stato»

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MASSA – “Pensare di rimettere sul mercato la Sanac di oggi è una follia. Chi mai prenderebbe un gruppo i cui 4 stabilimenti, compreso quello di Massa, non sono più al passo con i tempi, competitivi sul mercato? Sono 7 anni di amministrazione straordinaria in cui non è stato possibile fare alcun tipo di investimento, né sulla manodopera né, soprattutto, su mezzi, macchine e impianti. Tornare all’asta significherebbe svendere un patrimonio italiano a qualche concorrente il cui unico interesse può essere solo quello di far fuori un competitor. Un film già visto, purtroppo”. Il segretario della Uiltec Toscana Nord, Massimo Graziani, ha ben chiari quali sono i rischi per il gruppo Sanac nel caso in cui non dovesse andare in porto l’acquisto da parte di Acciaierie d’Italia, compagine formata da Arcelor Mittal e Invitalia che ha preso in gestione lo stabilimento ex Ilva di Taranto, principale committente proprio di Sanac per i refrattari che servono all’acciaieria.

Graziani prende la parola a poche ore dalla riunione in commissione attività produttive del Comune di Massa, a cui hanno partecipato i vari parlamentari del territorio. “Siamo preoccupati per il mancato rinnovo della proroga sulla fideiussione di acquisto perché ora la partita o si chiude o salta il tavolo. Riscuotere la fideiussione per il mancato acquisto, come ha detto il commissario Fazio, può avere un senso sotto il profilo procedurale, può dare una boccata di ossigeno incamerando liquidità ma per quanto tempo? Non si può continuare a boccheggiare, bisogna tornare a galla e per farlo deve essere chiudere la vertenza. Sono passati sette anni da quanto è stata fatta la gara per la vendita, la Sanac di oggi non è la stessa di allora. O meglio, è la stessa e proprio per questo è molto peggio: Sanac non ha fatto investimenti o aggiornamenti tecnologici perché non poteva farli, essendo in amministrazione straordinaria, non è al passo con il mercato. Pensare di rimettere all’asta questa Sanac, sette anni dopo, è una follia”.

La colpa per Graziani è politica: “Aver deciso di escludere Sanac dal pacchetto Ilva è stata una scelta scellerata e suicida”. Ed è per questo che ora è la politica a dover risolvere il problema: “Vanno bene tutti gli incontri con i ministri, i parlamentari, il governo, ma si prenda una decisione sul futuro di Sanac e dell’acciaio in Italia. Perché non avere nel ciclo un’azienda che fornisce i refrattari, indispensabili per la produzione dell’acciaio, vuol dire mettersi nelle mani del mercato internazionale e lasciarsi cannibalizzare. La politica deve agire, adesso è il tempo”.

E sull’argomento intervengono anche da Fratelli d’Italia. “Bisogna fare chiarezza sul futuro della Sanac, azienda con un grande potenziale e notevoli professionalità in un settore strategico, come è quello industriale, per il rilancio del Paese. L’azienda, legata all’ex Ilva, rischia di finire nel baratro: il lavoro c’è ma manca la liquidità che lo Stato deve erogare. Le commesse ci sono ma Acciaierie d’Italia ha pagato solo 10 dei 40 milioni di crediti dovuti e adesso 4 stabilimenti in Italia, di cui 100 lavoratori in quello di Massa, vedono il loro futuro alquanto incerto in attesa che la politica dia risposte precise. Con un’interrogazione abbiamo chiesto alla Regione di sollecitare lo Stato ad erogare i contributi dovuti. La Regione deve fare la sua parte, la difesa dell’occupazione è, in questo momento, un’assoluta priorità” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, che ha ricevuto le segnalazioni dal coordinatore provinciale Marco Guidi e dal capogruppo di Massa Alessandro Amorese.

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