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«Sulle cave nessuna lezioncina da Zubbani e Psi. Perché non sono intervenuti loro quando potevano?»

La replica del Movimento 5 Stelle e di Stefano Dell'Amico: «Non ci risulta infatti che siano stati in grado di portare in Consiglio né un nuovo regolamento delle concessioni, né i piani attuativi dei bacini estrattivi e neppure la ricognizione degli agri marmiferi comunali»

CARRARA – «Fin dalla campagna elettorale del 2017 abbiamo inserito nel programma interventi per integrare e porre al passo con i tempi la normativa e le prassi del settore lapideo. In soli quattro anni, nel bel mezzo di una pandemia, sono stati approvati dal Consiglio comunale atti importantissimi e piuttosto complessi sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista tecnico. Per questo motivo rispediamo al mittente la lezioncina che arriva dall’ex sindaco e dal Partito Socialista». Interviene così il gruppo di maggioranza del Movimento 5 Stelle di Carrara.

«Il lavoro sul settore lapideo che l’amministrazione a 5 Stelle sta portando avanti poteva in gran parte essere fatto dall’ex sindaco, peraltro titolare della specifica delega dal 2015 al 2017, che ha però sempre preferito le chiacchiere ai fatti senza lasciare traccia del suo passaggio. O meglio, una gran traccia, perché lui e il suo vice Vannucci hanno di fatto delegato a Firenze la regolamentazione del settore più importate per la nostra città con risultati discutibili. Non ci risulta infatti che sia stato in grado di portare in Consiglio né un nuovo regolamento delle concessioni, né i piani attuativi dei bacini estrattivi e neppure la ricognizione degli agri marmiferi comunali».

«La nostra amministrazione – afferma il presidente della commissione marmo Stefano dell’Amico – ha lavorato per creare, all’interno della nuova normativa regionale che era stata approvata a Firenze tra il 2014 e il 2015, una serie di strumenti in grado di introdurre una nuova visione della gestione del territorio, che coinvolga anche le cave.
Parliamo dei Pabe, piani attuativi dei bacini estrattivi, attraverso i quali sono state inserite tutele e regole per la salvaguardia dell’ambiente, le infrastrutture esistenti e una visione turistica del territorio a monte che si lega a una progettualità che si ritrova anche nel Piano Operativo Comunale (ex Regolamento Urbanistico). Anche quest’ultimo, lo ricordiamo, poteva essere definito dal Psi. Ricordiamo agli smemorati del Psi che il nuovo regolamento degli agri marmiferi prevede finalmente la temporaneità delle concessioni. Il periodo transitorio stabilito della legge regionale 35/2015, ha introdotto la possibilità, colta da questa amministrazione, di stimolare le imprese verso una serie di interventi che abbiano un impatto positivo in particolare sulle infrastrutture pubbliche, sull’arredo urbano, sull’occupazionale e sulla tutela dal rischio idrogeologico. Fermo restando, un focus concreto sulla filiera corta e la lavorazione in loco. Attività che nel corso dei decenni aveva contribuito a portare Carrara e la sua professionalità artigianale in cima alla considerazione mondiale in questo settore».

«Questo è solo uno degli strumenti che abbiano posto in essere per rilanciare la città in un momento certamente non facile, non solo per Carrara, non solo per l’Italia, ma per tutto il mondo colpito duramente dalle ripercussioni negative della pandemia non solo a livello sanitario, ma anche a livello economico e sociale. Siamo consapevoli che questo grande impegno sia poco visibile al momento, e forse per questo nulla era mai stato fatto prima, in quanto lavorare a documenti di programmazione di ampio respiro non porta certo facili consensi e guardando solo a quelli chi ci ha preceduto ha preferito non assumersi responsabilità che noi ci stiamo invece prendendo, credendo che sia necessario intervenire per cambiare passo e guardare a un futuro migliore per la nostra città».