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Marina di Massa, il ristorante-palafitta rischia la chiusura: appello al sindaco per salvarlo

L’allarme lanciato da Italia Nostra: «È diventato un ritrovo per gli amanti della cucina nostrale e per quanti vogliano passare una particolare serata in riva al fiume»

MARINA DI MASSA – Chi è passato da Marina di Massa non può non ricordare “La Peniche”, il ristorante-palafitta che si trova sulle acque del Brugiano. Purtroppo questo locale così caratteristico adesso rischia la chiusura per motivi burocratici. L’allarme è stato lanciato da Bruno Giampaoli, presidente della sezione di Massa-Montignoso di Italia Nostra che si rivolge anche al sindaco di Massa, Francesco Persiani.

«Da moltissimi anni – afferma Giampaoli – esiste a Marina di Massa, all’altezza del secondo ponte sul Brugiano, un ristorantino molto caratteristico, attualmente chiamato “La Peniche” che rischia di chiudere i battenti per motivi burocratici. Questo locale che anticamente si chiamava “Ristorante Chalet la Barca di Gaetano” e nacque per volere dal signor Gaetano proprietario di una gelateria sita proprio davanti all’attuale ristorante. L’idea piace e trova il consenso popolare tanto da interessare molti cittadini e turisti tra cui l’attuale proprietario che si innamora al punto di dedicargli il massimo interesse e portarlo a raggiungere un positivo consenso generale e farlo diventare un punto di notevole importanza paesaggistica, culinaria e sociale per l’ottima frequentazione della clientela».

«Insomma – prosegue il presidente dell’associazione – la Peniche è diventato un ritrovo per gli amanti della cucina nostrale e per quanti vogliano passare una particolare serata in riva al fiume con la sensazione di stare come navigando. Tutto nel locale è stato mantenuto con le caratteristiche di una volta aggiungendo di volta in volta nuovi particolari così si ritrova un atmosfera casalinga ma particolarmente signorile e rustica contemporaneamente».

«Ora signor sindaco – scrive Giampaoli al primo cittadino – l’associazione culturale Italia Nostra le chiede di portare un minimo di riguardo a questa importante attività commerciale ma anche culturale e fare in modo che non possa finire dismessa perdendo con essa anche tutta una serie di importanti memorie del nostro passato».