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Marmo e Apuane, gli imprenditori rispondono agli ambientalisti: «Domenica presidieremo le cave»

Agostino Pocai, presidente del Cosmave, risponde al maxi flash mob annunciato dalle associazioni ecologiste: «La risorsa più importante per l'economia del territorio, l'orgoglio degli innumerevoli professionisti ammirati da tutto il mondo per la loro maestria, storia e capacità viene sbattuto sui giornali e coperto di falsità»

APUANE – Domenica 4 luglio, dalle 10, gli imprenditori, i collaboratori, i consulenti, i lavoratori e le famiglie di tutto il settore del marmo apuo-versiliese presidieranno pacificamente le cave «per dimostrare e mostrare l’unità e il reciproco sostegno e rispetto volto, ormai da secoli, a salvaguardia del territorio, della sua storia, della sua economia e della sua ricchezza professionale, culturale e sociale. Non è consuetudine per gli imprenditori rispondere alle provocazioni di organizzazioni che di tanto in tanto si palesano come difensori di un male che non c’è. Purtroppo nelle ultime settimane, nonostante gli educati silenzi del nostro comparto e delle nostre realtà prese di mira, l’Associazione “Apuane Libere” si è resa protagonista su media e social network con post – allegati a fine comunicato – contenenti gravi affermazioni e gravissime insinuazioni che, nel tentativo di danneggiare l’industria del marmo, non hanno risparmiato istituzioni come la magistratura, i carabinieri del Corpo forestale, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani». Interviene così Agostino Pocai, presidente del Cosmave, dopo l’annuncio del maxi flash mob sulle vette delle apuane da parte dell’associazione “Apuane Libere” che si svolgerà domani, domenica (qui l’articolo).

«In tutto questo fiorire del falso alcuni degli associati sono stati definiti come una cupola mafiosa e predatori, ovvero i “prenditori del marmo”. E nessuno è stato risparmiato, dai cosiddetti “poteri forti” (che nessuno sa bene chi siano) ai “parlamentari di Forza Italia” e persino alla Cgil definita “serva dei padroni”, la colpa sarebbe quella di essersi mobilitati a difesa del comparto del marmo e del lavoro delle migliaia di persone oneste che tutti i giorni prestano la loro opera con orgoglio e passione. Tra le falsità trasmesse ai giornali e ripetute sui loro social network vanno al primo posto le “fantomatiche” chiusure delle cave grazie alle loro “segnalazioni” alle “autorità”, titoloni che vogliono attestare una sorta di potere dell’associazione “grazie” alla quale le attività vengono incriminate e le cave vengono chiuse».

«Certo è che le leggi che regolamentano il lavoro nelle cave non sono materia per tutti, ed è facile cadere nell’inganno di comunicazioni preparate da persone che non conoscono a fondo la materia. Una volta di più si ricorda che le nostre aziende seguono le disposizioni che regolano le attività di estrazione in area contigua, disposizioni molto stringenti proprio perché debbono essere rispettati canoni di tutela di un ambiente prezioso. Le cave comprese nelle aree contigue del parco ci sono sempre state, sono lì da secoli; così ieri ed ancor di più oggi sono soggette a continue, complesse regolamentazioni come, ad esempio, l’applicazione delle indicazioni contenute nei Pabe, lo strumento attuativo del Pit/Piano Paesaggistico della Toscana vigente. Di certo ad oggi non c’è alcuna cava chiusa: le cave autorizzate nelle aree contigue stanno lavorando in piena legittimità e nel totale rispetto delle leggi, così come sempre hanno fatto».

«Il riscontro di alcune, limitate difformità rilevate nell’ultimo periodo in alcuni siti ha creato un temporaneo ordine di fermo circoscritto alle aree interessate dai singoli provvedimenti. In alcuni isolati casi, dove la corrente operatività non coincide con le interpretazioni date alle norme dagli enti di controllo, è in corso un confronto con il regolatore; nel rispetto di tutte le parti coinvolte, si definisce il corretto procedere dell’attività lavorativa. Questo è lo stato dei fatti al momento; purtroppo ogni giorno, con esasperante costanza, quello che è un fiore all’occhiello del Made in Italy, la risorsa più importante per l’economia del territorio, l’orgoglio degli innumerevoli professionisti ammirati da tutto il mondo per la loro maestria, storia e capacità di utilizzo delle moderne tecnologie viene sbattuto sui giornali e coperto di falsità».

«A questa violenta campagna diffamatoria stanno assistendo con sbigottimento gli imprenditori, i lavoratori, i collaboratori e le famiglie di chi presta la propria opera nel settore del marmo. E’ ora di dire basta. Gli imprenditori e i lavoratori chiedono rispetto, e ricordano la centralità delle cave, indispensabili per poter garantire i livelli occupazionali in tutte le aziende di trasformazione del territorio. E a chi lo avesse dimenticato: ci sono intere comunità nel territorio dell’entroterra apuo-versiliese che abitano piccole frazioni montane, ammirate come modelli da seguire, che prosperano e possono guardare con speranza al futuro grazie alle cave. Per non parlare dell’indotto: generato dalle attività legate al marmo, garantisce occupazione a numerose altre attività, trasporti, servizi, esercizi commerciali… Il beneficio che proviene da questa importante risorsa del territorio si specchia nel benessere sociale che ne deriva, al servizio di comunità che possono contare su un lavoro fisso e correttamente retribuito grazie al marmo.

«Per riaffermare tutte queste ragioni, per primo il diritto al lavoro, le aziende Cosmave hanno deciso di presidiare le loro cave il 4 luglio, con i propri lavoratori, collaboratori e le famiglie, per una giornata di festa. Auspichiamo un’ampia partecipazione da parte di tutti coloro che amano i nostri monti, il nostro territorio e la nostra gente; la montagna di domenica è svago, negli altri giorni è lavoro. Il marmo delle Apuane è la nostra storia e sarà sempre il nostro futuro».

Le cave che saranno coinvolte in questa contromanifestazione sono: Cava Tavolini , loc.Levigliani, Stazzema; Cava Cervaiole, loc. Cipollaio, Seravezza; Cava Piastranera , loc.Filucchia, Stazzema; Cava Storica Collettino , loc.Arni, Stazzema; Cava Padulello-Biagi, loc. Piastramarina, Massa.