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«A rischio posti di lavoro e la sicurezza dei cittadini». In piazza Aranci il grido dei lavoratori di acqua, luce e gas foto

La mobilitazione dei sindacati in sostegno del comparto interessato per protestare contro l'articolo 177 del codice degli appalti

MASSA – Continua la protesta dei lavoratori dei settori di gas, acqua ed elettricità. Questa mattina, mercoledì, i sindacati hanno portato la loro voce fin sotto la Prefettura di Massa-Carrara, in piazza Aranci a Massa, seguendo la giornata di mobilitazione nazionale proclamata contro l’articolo 177 del codice dei contratti pubblici (d.lgs n. 50/2016).

Questo articolo, che prevede un’esternalizzazione dell’80% della quota dei lavori per i concessionari senza gara a monte, mediante l’esperimento di procedure a evidenza pubblica, è ritenuto dannoso dai sindacati e dai coinvolti per le sorti delle aziende e dei lavoratori: «Stamani stiamo dando un contributo ai lavoratori del settore gas, acqua, elettrico e igiene ambientale. – spiega Stefano Tenerini, di Cisl – Vogliamo portare all’attenzione del prefetto, in quanto rappresentante del governo sul territorio, che se la politica non pensa ad abrogare questo articolo, a dicembre 2021 le aziende del territorio, non solo quelle nazionali, potrebbero avere un esubero di 150.000 posti di lavoro».

Ma il tema che preoccupa i sindacati non è solo quello dei posti di lavoro, ma anche quello della sicurezza sul posto di lavoro: «Toccare questo settore significa toccare cose pericolose, come gas, acqua e elettricità, che vanno gestite da personale e aziende esperte, come quelle che ci lavorano adesso. – continua Tenerini – Significa, quindi, anche andare a toccare la sicurezza dei cittadini. C’è anche un risvolto di trasferimenti e magari trovarsi ad appaltare gran parte del lavoro di queste aziende in mano ad aziende più piccole e meno organizzate, con il rischio anche di infiltrazioni mafiose. Si sta andando controcorrente rispetto a quello che tutti stanno facendo adesso, ovvero cercare di mettersi insieme per andare a contrastare la concorrenza estera, che comunque c’è. Questo articolo deve essere abrogato, perchè non accontenta nessuno: non accontenta le aziende, i lavoratori e neanche i cittadini. Chiederemo questo al prefetto».

«A livello nazionale ci sono già stati dei tavoli, – conclude Tenerini – era già stato promesso ai nostri segretari nazionale che l’articolo 177 sarebbe stato abrogato, ma ad oggi questo articolo c’è ancora».