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«Sanac rischia il blocco delle attività se Acciaierie Italia continua a non pagare. Stufi delle promesse»

Le segreterie provinciali e le Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil lanciano l’allarme: «Il tempo delle attese è scaduto, adesso servono risposte»

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CARRARA – «Pensavamo che con l’ingresso di Invitalia nel capitale di Am InvesCo Italy e la conseguente modifica della ragione sociale in Acciaierie d’Italia Holding le cose per Sanac potessero cambiare, invece ci troviamo di fronte al solito balletto sui pagamenti che mette a rischio l’operatività dell’azienda e gli stipendi dei lavoratori». Le segreterie provinciali e le Rsu di Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil lanciano l’allarme sulla situazione dell’azienda massese.

«Ad oggi – sottolineano i sindacati – infatti Sanac vanta nei confronti di Acciaierie Italia crediti nell’ordine di 37 milioni di euro, si tratta di materiale spedito, fatturato, ma non ancora pagato. A maggio ricordiamo che si è garantito un po’ di respiro all’azienda solo grazie al recupero di vecchi crediti con altri clienti, queste risorse però ci è stato detto garantiranno l’operatività dello stabilimento e il pagamento degli stipendi fino al mese di luglio, dopodiché se Acciaierie d’Italia dovesse continuare a ritardare i pagamenti il rischio è quello di non aver più soldi per pagare gli stipendi e le materie prime necessarie a far fronte alla produzione. In un contesto, come quello attuale, dove la domanda di acciaio sta crescendo e dove le richieste di materiale refrattario sono in continuo aumento. Questa situazione è inaccettabile ed aggravata dal fatto che a rendersi complice di questo atteggiamento non è solo un soggetto privato, bensì un soggetto partecipato dal pubblico».

«Come segreterie provinciali e Rsu esprimiamo forte preoccupazione sul continuo silenzio che il Ministero dello sviluppo economico mantiene nei confronti delle Sanac – evidenziano ancora – sia su questo punto sia in relazione all’ennesima scadenza fideiussoria del 30 giugno. Nonostante siano state fatte varie rassicurazioni non abbiamo ancora certezze sul nostro futuro, e questa situazione se dovesse protrarsi rischia di minare alla radice le nostre prospettive. Chiediamo con forza che sia aperto un vero e proprio tavolo sul settore siderurgico, Asset strategico per il paese e che il Ministero si faccia garante del pagamento dei crediti che Sanac vanta nei confronti di Acciaierie Italia, società partecipata dal Ministero. I lavoratori di Sanac sono stanchi di promesse e rimandi, e sono pronti a mettere in campo tutte le forme di lotta per vedere riconosciuto il loro diritto al lavoro. Il tempo delle attese è scaduto, adesso servono risposte».

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