Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Tracciabilità blocchi, il Comune: «Non è bocciatura tout court ma un input a migliorare»

Il sindaco De Pasquale: «Chi dice che abbiamo conseguito zero risultati in quattro anni mente, sapendo di mentire»

CARRARA – «Regolamento degli Agri Marmiferi, Ricognizione degli Agri Marmiferi, Piani Attuativi dei Bacini Marmiferi e anche il Sistema di Tracciabilità: in quattro anni abbiamo rinnovato e rivoluzionato gli strumenti di gestione del sistema lapideo, atti che nessuno prima aveva avuto il coraggio di definire»: il sindaco Francesco De Pasquale rivendica il lavoro fatto dalla sua amministrazione sul fronte della regolamentazione del pianeta marmo e nella lista delle cose fatte inserisce, non a caso, anche il sistema di Tracciabilità oggetto nei giorni scorsi di una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale.

«Chi dice che abbiamo conseguito zero risultati in quattro anni mente, sapendo di mentire. Gli atti e i fatti parlano da soli. Abbiamo completamente riscritto le regole del settore, introducendo maggiore equità e stimolando le imprese del settore a evolversi. Abbiamo rivisto al rialzo la tariffazione, cancellato il rinnovo automatico della concessione a 29 anni, introdotto norme a tutela dell’ambiente e del paesaggio e abbiamo pungolato le imprese a fare di più, per l’occupazione e in generale per la città. Il tutto partendo da una oggettiva situazione di arretratezza anche sul fronte normativo: le riforme che abbiamo fatto noi erano attese e dovute da decenni» spiega il primo cittadino.

Quanto al caso specifico del pronunciamento sul sistema di tracciabilità, il vicesindaco Matteo Martinelli, titolare della delega al Marmo precisa: «Il Tar ha respinto diverse censure avversarie e ha ritenuto di accogliere il motivo sulla mancata partecipazione. Nessuno vuole sottovalutare questa obiezione: va detto però che il pronunciamento non è affatto una bocciatura tout court, come qualcuno vuol far credere, ma si limita alla previsione di una “fase di sperimentazione”. Il sistema di tracciabilità è un meccanismo complesso, sia dal punto di vista tecnico che normativo – prosegue Martinelli  – Per noi questa sentenza è un input a proseguire il precorso, apportando le migliorie indicate dal Tribunale».

«Andiamo avanti convinti. A breve convocheremo un tavolo tecnico per risolvere la questione posta dal Tar. La tracciabilità è indispensabile al monitoraggio della filiera corta e per arrivare a una certificazione di qualità del nostro marmo» aggiunge il presidente della commissione Marmo Stefano Dell’Amico.
Il pronunciamento del Tar rigetta di fatto le principali obiezioni all’introduzione del sistema sancendo che «non può essere esclusa l’esistenza di un potere in capo al Comune di onerare le imprese all’identificazione del materiale estratto» e che «la tracciabilità costituirebbe un metodo legittimo per una più puntuale individuazione della qualità e della quantità dei materiali estratti» così come previsto dall’art. 36 della legge regionale 35/2015. Il sistema dunque in sé è valido e legittimo: da rivedere, secondo  gli stessi giudici amministrativi è la «fase di sperimentazione» tenendo conto anche della complessità del territorio montano che rende a volte difficile la trasmissione dei dati.