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Rincaro materie prime, le aziende edili apuane lanciano l’allarme e scrivono a Giani

Cna e Confartigianato Massa-Carrara manifestano tutte le loro paure alla Regione Toscana: «Aziende già provate dalla pandemia. Aumenti dei prezzi senza giustificazioni. Ostacoli alle occasioni del superbonus»

MASSA-CARRARA – Cna Massa-Carrara e Confartgianato Edilizia Massa-Carrara scrivono una lettera a Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, e a Leonardo Marras, assessore regionale alle Attività Produttive, manifestando la forte preoccupazione della categoria per l’aumento dei prezzi delle materie prime necessarie agli interventi edili. Aumenti che rischiano di creare seri problemi alle imprese già fortemente provate dall’epidemia Covid-19, oltre che creare ostacoli anche alle occasioni di lavoro create dall’introduzione del Super bonus.

«Le scriventi associazioni di categoria, che rappresentano e tutelano le imprese artigiane e omi delle costruzioni della Provincia di Massa-Carrara, desiderano segnalare alla Sua attenzione un serio problema che rischia di aggravare ulteriormente la situazione già critica in cui versano da anni le imprese del settore. – si legge nel testo della lettera – Nell’attuale contesto favorevole promosso dal governo, incentrato su azioni strategiche da noi condivise e apprezzate quali quelle indirizzate al nostro settore e inserite nel Recovery Plan, nonché quelle contenute nei diversi provvedimenti normativi mirati alla riqualificazione energetica e strutturale del patrimonio immobiliare nazionale, si sono inserite dinamiche di mercato ingiustificate e incontrollate che pesano negativamente sull’attuazione delle citate strategie di sviluppo e che mettono a rischio quel contesto favorevole in cui il nostro settore e le nostre imprese sperano fortemente, per uscire dalla crisi strutturale in cui versano da oltre un decennio».

«In particolare, ci riferiamo al problema del caro prezzi segnalatoci in questi mesi dalle nostre imprese che sta diventando non più sostenibile. – prosegue la lettera – A causa di tale problema, che registriamo sia per i prodotti siderurgici (ad esempio, ferro necessario al cemento armato e trafilati per travi) che sono aumentati di oltre il 35%, sia per molti altri materiali di primaria importanza per l’edilizia (solo per citarne alcuni, i polietileni hanno subìto incrementi superiori al 40%, il prezzo del rame è incrementato del 17%, il cemento subisce già da tempo incrementi del 10% annui che si aggiungono a quelli dell’anno precedente), tanti cantieri pubblici e privati rischiano di bloccarsi con gravi ripercussioni economiche e sociali. Situazione analoga rileviamo anche per tutti quei materiali e prodotti che sono necessari per gli interventi di riqualificazione degli immobili che utilizzano i bonus e superbonus messi a disposizione dallo Stato (come ad esempio i cd. cappotti termici, le coperture, gli infissi e tutti gli altri dispositivi tecnici e tecnologici al servizio degli immobili stessi). L’incremento medio complessivo dei prezzi di tali prodotti e materiali supera il 30% e i dati analizzati ci dicono che i prezzi sono destinati a crescere ancora».

«Questi rincari eccezionali e ingiustificati, alcuni dei quali posti in essere da operatori economici che intendono approfittare disinvoltamente dell’auspicata ripartenza del mercato delle costruzioni, rischiano di frenare non solo il mercato della riqualificazione degli immobili ma mettono a rischio anche gli interventi previsti specificamente per il settore delle costruzioni dal Recovery Plan. – continua la lettera di Confartigianato e Cna – Per queste ragioni ci rivolgiamo a Lei affinché accolga questa nostra segnalazione e voglia intraprendere misure urgenti volte ad arginare le dinamiche improprie e pericolose che si stanno manifestando nel mercato delle costruzioni ed eliminare gli ingiustificati e straordinari incrementi dei prezzi. Ciò anche in ragione del fatto che, con specifico riguardo agli appalti pubblici, l’attuale Codice non prevede adeguati meccanismi di revisione prezzi. Mentre, nel caso degli appalti privati, tali revisioni risulterebbero difficilmente accettabili da parte di quei committenti che, avendo concordato l’importo dei lavori sui quali si applicano i bonus fiscali messi a disposizione dallo Stato, non sarebbero più in grado di rivedere i preventivi».

«In tale contesto, quindi, sia i contratti pubblici che quelli privati rischiano di non risultare più economicamente sostenibili da parte delle imprese, provocando conseguentemente il blocco generalizzato degli appalti, nonostante gli enormi sforzi messi in campo dalle imprese per far fronte agli impegni assunti. – concludono Emil Turba, presidente di Confartigianato Edilizia, e Stefano Gatti, presidente del Cna Costruzioni –  Le associazioni scriventi sono a Sua disposizione per eventuali approfondimenti e chiarimenti del caso e, allo stesso tempo, confidano in un Suo intervento che argini e ponga fine a quelle azioni speculative che le nostre imprese hanno rilevato e stanno subendo sul mercato in cui operano».