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«Moratoria in scadenza, subito una proroga per aiutare le imprese al collasso»

MASSA-CARRARA – “Oltre alla pandemia il nostro paese soffre di un’altra malattia che rende impossibile fare impresa: la burocrazia. Un male che è peggiorato in modo esponenziale a causa dell’emergenza Covid: tra circolari, ordinanze, decreti, Dpcm, leggi, linee guida sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e altre misure sono 450 i provvedimenti approvati a livello nazionale in meno di un anno. E le imprese sono sempre più al collasso in un contesto storico drammatico che sembra non avere fine”. A sostenerlo è il presidente di Confartigianato Massa Carrara, Sergio Chericoni, che esprime la propria preoccupazione non solo per la situazione delle piccole imprese colpite dalla crisi ma anche per  la scarsa competitività del nostro Paese orfano di riforme capaci di eliminare gli storici problemi che confinano l’Italia al 58° posto nel mondo per la facilità di fare impresa.

“In Italia – ha evidenziato Chericoni – anche prima della pandemia fare impresa in Italia non è mai stato facile. Le attività economiche da sempre sono ostacolate da  storiche inefficienze, dal fisco opprimente con una pressione fiscale oggi al  43,1% fino all’eccesso di burocrazia. Le aziende che oggi come mai prima fanno fatica ad andare avanti sono messe in affanno proprio dalle ‘lungaggini’ dello Stato che dovrebbe invece agevolare e incentivare l’economia di piccola e grande scala”.

Come detto, a causa del Covid la produzione normativa è esplosa ulteriormente: “Un boom della burocrazia legislativa che nel 2020 ha disorientato il Paese. Malattie croniche del sistema Paese che oggi vanno assolutamente sanate se si vuole davvero ripartire”. L’Italia deve lasciarsi alle spalle le complicazioni che hanno bloccato e fatto fallire tante riforme e progetti di sviluppo annunciati in questi anni. “Con il Recovery Plan bisogna puntare su interventi che valorizzino le capacità e le potenzialità delle piccole imprese italiane e che rimuovano gli storici ostacoli alla competitività del nostro sistema produttivo – prosegue Chericoni -. Nel frattempo però bisogna anche gestire l’emergenza e per farlo servono provvedimenti straordinari: su tutto ci preoccupano le scadenze fiscali e quelle dei crediti. La moratoria che scade il 30 aprile va rinnovata per evitare che le imprese, alla riapertura, si ritrovino strangolate da adempimenti fiscali e mutui. Una pericolosa slavina da evitare a tutti i costi. Invitiamo dunque i parlamentari della nostra circoscrizione a fare massa critica con altri loro colleghi per evitare ulteriori situazioni incresciose e dannose che fanno venir meno la fiducia nello Stato e fanno passare la voglia di fare impresa”.