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«Delusi dal Decreto riaperture». Lunedì ristoranti chiusi: solidarietà a chi non ha spazi all’aperto sondaggio

L'iniziativa di Tni Italia. Borghini (Cna alimentare Massa-Carrara): «Il governo ci ripensi»

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MASSA-CARRARA – Delusione, rabbia e tanta preoccupazione. Il decreto riaperture si prende il gioco delle imprese e delle famiglie. È molto duro il commento di Cna Massa-Carrara all’indomani della presentazione delle misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19. In un comunicato congiunto insieme a Casartigiani e Confartigianato, Cna aveva espresso “delusione per le punitive indicazioni del Governo in merito alle riaperture”.

“Questo è il risultato – spiega Andrea Borghini, presidente Cna Agroalimentare Massa-Carrara – della quasi totale assenza di dialogo e confronto con le categorie e le imprese. Non si può partorire un decreto riaperture con questa formula assurda. Non possiamo essere soddisfatti di fronte a misure e condizioni che appaiono del tutto ingiustificate e discriminatorie nei confronti di attività che hanno dimostrato di non incidere in alcun modo sull’andamento dei contagi”.

Cna si era fatta promotrice, alcuni giorni fa, di un incontro con il presidente della X Commissione, Martina Nardi. “Stiamo cercando – prosegue Borghini – di portare avanti le nostre proposte che sono proposte di buonsenso per iniziare a convivere con questo virus anche al di là di questa estate. Si naviga a vista”. Delusione viene manifestata anche per l’assenza di indicazioni per le attività di catering ed eventi in occasioni delle cerimonie civili e religiose, con ulteriore gravissimo pregiudizio per le imprese. Il provvedimento prevede – scrivono Cna, Casartigiani e Confartigianato – la riapertura da lunedì 26 aprile per il consumo al tavolo, nella sola zona gialla, ma solo all’aperto e fino alle 22.00. Soltanto dal 1° giugno sarà possibile svolgere le attività al chiuso, ma con l’incomprensibile – spiegano ancora le tre associazioni – limitazione alle ore 18 mentre dalla prossima settimana sarà possibile praticare calcetto che è notoriamente uno sport di contatto”.

“Confidiamo – conclude Borghini – in una correzione dell’attuale orientamento nei confronti delle attività di ristorazione che sono praticamente chiuse da ottobre. L’attivazione di un comitato di crisi a livello nazionale composto da più soggetti tra cui Inps, Inail, sindacati e naturalmente da chi rappresenta le imprese avrebbe evitato frizioni ed altre situazioni di imbarazzo generale. Queste previsioni non ci soddisfano”.

Tni Italia: tutti chiusi il 26 aprile in segno di solidarietà ai ristoratori che non hanno tavolini all’aperto
“Il 26 aprile tutti chiusi, in segno di solidarietà nei confronti di quei colleghi che non hanno tavolini all’aperto”. È l’iniziativa di Tni Italia, che rappresenta migliaia di imprese del mondo della ristorazione. “La categoria deve stare unita. Stiamo chiusi e chiediamo al Governo di riaprirci tutti, dentro e fuori, dal 1 maggio, perché sia davvero la Festa dei lavoratori”, afferma Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia (nella foto).

Secondo un sondaggio realizzato tra gli iscritti a Tni Italia, un’attività su due non potrà riaprire da lunedì perché non dispone di spazi all’aperto o perché dotata di così pochi tavolini che non è in grado di coprire le spese di apertura.

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Sei d'accordo con le nuove misure decise dal governo per le riaperture dal 26 aprile?

  • Sì, ma occorrevano più riaperture (31%)
  • No, dovevano restare le misure attualmente in vigore (28%)
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  • No, occorrevano misure ancor più restrittive rispetto a quelle di oggi (17%)
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