Quantcast
LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Bando per le microimprese, solo 60 richieste al Comune di Carrara. Andreazzoli (Psi): «Tutto previsto»

La discussione in consiglio comunale. De Pasquale: «Numero davvero esiguo, ridefiniremo i criteri in modo da consentire l'accesso a più Pmi»

CARRARA – Non ha avuto la risposta che speravano da Palazzo Civico il bando da 550mila euro destinato alle microimprese per ottenere contributi a fondo perduto dal Comune di Carrara. Sono soltanto 60 circa le imprese che hanno presentato domanda, ragione per cui – ha anticipato il sindaco Francesco De Pasquale in consiglio comunale – nei prossimi giorni verranno ridefiniti i criteri per l’accesso in modo che possa partecipare un maggior numero di piccole e medie imprese. La questione è stata sollevata dalla consigliera del Psi Giuseppina Andreazzoli che, rivolgendosi al primo cittadino, ha chiesto quante domande fossero pervenute agli uffici. “Circa una ventina – ha risposto in un primo momento il sindaco -: un numero davvero esiguo che ci spinge dunque a rivedere le misure di accesso”. “In realtà – lo ha corretto poi il suo vice Matteo Martinelli – sono circa 60”.

Poco importa il numero, secondo la consigliera del Psi:  “Che siano 20, 30 o 40 poco cambia. Dispiace che le domande siano state pochissime. Avevo anticipato che questo bando sarebbe andato deserto, non era difficile capirlo alla luce di quanto era già stato fatto da altri enti che avevano imposto criteri simili”. Per poter presentare domanda, lo ricordiamo, le imprese dovevano avere innanzitutto sede a Carrara; dovevano essere in regola con tutti gli obblighi previdenziali e assistenziali nei confronti dei lavoratori, non dovevano avere debiti verso il Comune di Carrara e dovevano impegnarsi a proseguire l’attività per almeno un anno dall’assegnazione del contributo (o, in caso di chiusura, alla restituzione dello stesso). Il requisito più rigido però era quello che riguardava il calo del fatturato, che doveva essere pari ad almeno il 50% dal 1 marzo al 31 dicembre 2o20 rispetto allo stesso periodo del 2019.

“La cosa importante – ha proseguito Andreazzoli – adesso è ragionare per capire come aiutare più persone possibili sul territorio. Non è detto che un bando sia sempre la soluzione, esistono anche altri tipi di agevolazioni. Il calo del fatturato è qualcosa di troppo definito che purtroppo non tiene conto di molti elementi. Forse conviene ragionare anche su altre forme di ristori”.