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Le imprese apuane e gli effetti del covid: solo il 17% pensa di recuperare le perdite

L’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio ha condotto un'indagine presso le imprese industriali per comprendere l'impatto della pandemia: per 4 su 10 il futuro è un'incognita

MASSA-CARRARA – Le imprese apuane alle prese con gli effetti della pandemia per tutto l’anno corrente e, presumibilmente, anche nel 2021: il 47% di loro dovrà recuperare le perdite subite ed il 40% si interroga su come sarà il futuro. Sono alcune delle stime dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio che verso la fine del 2020 ha condotto un’indagine presso le imprese industriali della provincia per comprendere l’impatto dell’emergenza covid sulle performance aziendali. Un impatto forte, se si considera il calo del 12% sul fatturato rispetto al 2019 (16% per le imprese internazionalizzate) e il freno agli investimenti produttivi, certificato dalla diminuzione dei finanziamenti bancari.

Insomma, è un clima di estrema incertezza quello che stanno vivendo le realtà produttive locali e che, secondo l’Isr, è destinato a protrarsi in tutto il 2021. Il 40% delle imprese apuane non ha idea di come sarà il prossimo futuro. Un 17% è fiducioso, e crede che riuscirà a recuperare le perdite subite lo scorso anno. Meno ottimisti sono quegli imprenditori (22%) che prevedono di recuperare le perdite entro il 2023. Un 8% ritiene invece che servirà ancora più tempo, mentre un 2% dichiara addirittura che sarà costretto a cessare l’attività. Soltanto un 11%, infine, non ha avuto effetti negativi a causa della pandemia.

L’indagine ha poi approfondito l’aspetto legato agli investimenti green. In questa sezione è emerso che soltanto il 6% delle imprese apuane ha intenzione di investire sull’economia “verde” nei prossimi anni. Due fette consistenti, entrambe pari al 32%, puntano invece su digitalizzazione e sviluppo della rete commerciale. Un 16% è interessato a sviluppare nuovi modelli di business mentre un 14% mira alla riconversione produttiva. Risultati, questi, commentati da Dino Sodini, Commissario della Camera di Commercio di Massa-Carrara: “Entrare nell’era della transizione digitale ed ecologica non rappresenta più oggi una scelta, ma una necessità/opportunità per le nostre imprese, per mantenere certi livelli di competitività”.

Altro tema estremamente attuale è quello legato al Recovery Plan. A questo proposito, dalle rilevazioni dell’Isr è emerso che il 43% delle imprese apuane è interessato ad avere un supporto formativo sulle varie opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), e il 39% ad essere supportate anche operativamente per accedere a tali risorse.

Un ulteriore aspetto esaminato riguarda l’arretratezza del territorio apuano sul piano delle proprietà intellettuali (marchi, brevetti, disegni industriali). Tra il 2020 e il 2019 a Massa-Carrara sono state presentate e pubblicate 35 domande di brevetto, 94 di marchio e circa 170 disegni industriali. Dati che, se confrontati con quelli regionali e nazionali, evidenziano un netto ritardo della provincia in questi ambiti.

Lo scenario di incertezza e di ulteriore freno agli investimenti per i prossimi anni ha spinto la Camera di Commercio di Massa-Carrara, attraverso il suo PID (Punto Impresa Digitale), a intraprendere iniziative per aiutare le realtà locali a cogliere nuove opportunità. Il 2 marzo scorso si è svolto un webinar assieme anche a Camera di Commercio di Lucca e Pisa, sulle possibilità economiche concesse dal Piano di Transizione 4.0, messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico alla fine dell’anno precedente. Nel 2021 sono previsti altri seminari con focus su competenze digitali, Next Generation UE, Robotica, Intelligenza Artificiale e macchine collaborative, realtà virtuale e aumentata, innovability (innovazione e sostenibilità insieme per far crescere il valore delle aziende), strategia dell’innovazione e innovazione strategica, nuovi modelli di business e innovazione aperta.

“E’ nostra intenzione non solo aumentare l’interesse delle nostre piccole e medie imprese verso i nuovi processi in atto, ma fare toccare loro con mano le nuove tecnologie a disposizione, supportandole eventualmente anche nella ricerca di fonti di finanziamento pubbliche per l’acquisto, come i nuovi bandi ministeriali e regionali che si sbloccheranno con il Recovery plan”, ha dichiarato Dino Sodini, Commissario dell’ente camerale.

“Per molte aziende il Covid-19 può essere la scossa di cui hanno bisogno per scardinare i loro modelli organizzativi, produttivi e di formazione del capitale umano – ha sottolineato invece Vincenzo Tongiani, presidente dell’Isr -. Questo periodo così difficile e complesso potrebbe essere l’occasione per ripensare e sperimentare nuove
idee e nuove strade finora mai prese in considerazione fino in fondo e valorizzare al meglio le risorse umane a disposizione”.