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Commercianti apuani a Firenze, il grido disperato: «Fateci riaprire o riapriamo da soli» foto

Successo per la manifestazione regionale organizzata da Confcommercio. E Confesercenti Massa-Carrara: «Dal 3 maggio ristoranti aperti anche a cena»

FIRENZE – È quella di sabato 1° maggio la data limite indicata dal sistema regionale di Confcommercio e da tutti i suoi associati per la riapertura di tutte le attività commerciali, devastate dagli effetti di 14 mesi di emergenza sanitaria ed economica. E se il Governo non darà il via libera, le imprese agiranno in autonomia. Il messaggio forte e chiaro è stato lanciato martedì mattina dalle diverse centinaia di partecipanti alla manifestazione di protesta andata in scena in via Cavour a Firenze, di fronte al palazzo dove ha sede la Prefettura.

Fra loro anche una folta delegazione proveniente dalle province di Lucca e Massa Carrara, un centinaio in tutto fra presidenti di sindacato e semplici operatori di svariate categorie: dalla ristorazione all’abbigliamento, passando per le calzature, i bar, le strutture ricettive, l’oggettistica e altro ancora. Tanti settori diversi, ma con in testa un unico obiettivo: tornare subito a lavorare. “Perché ci sono imprenditori – ha detto Samuele Cosentino, componente di Fipe ristoratori Lucca durante il suo intervento sul palco – per i quali già domani è troppo tardi per ripartire”.

Fra gli interventi anche quello di Piero Bertolani, vicepresidente vicario di Confcommercio province di Lucca e Massa-Carrara: “Il tempo dell’attesa è finito – ha detto -: le nostre imprese sono state costrette a chiudere e il virus non è scomparso. È evidente che non fossimo e non siamo noi con il nostro lavoro la causa dei contagi. Vogliamo solo tornare a lavorare, è un nostro diritto”. Al termine del presidio una delegazione guidata dai vertici regionali di Confcommercio è stata ricevuta dal prefetto di Firenze Alessandra Guidi, al quale è stato consegnato un documento in 11 punti contenente le richieste che provengono dal mondo del terziario toscano, affinché se ne faccia poi interprete col Governo. Nel corso della mattinata è stato effettuato anche un collegamento con Roma, dove in parallelo si è svolta una manifestazione nazionale promossa da Fipe Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi.

“Una giornata importante – commentano il presidente e il direttore di Confcommercio province di Lucca e Massa-Carrara, Rodolfo Pasquini e Sara Giovannini – che ha visto una nuova e massiccia mobilitazione da parte delle nostre imprese. Lo diciamo da mesi e lo ribadiamo: le aziende sono al collasso e rischiano di morire. Ma la morte del commercio significa anche quella di un intero tessuto sociale e occupazionale. Ora basta con le parole: si permetta ai nostri imprenditori di tornare da subito a lavorare e senza più interruzioni”.

CONFESERCENTI: DAL 3 MAGGIO RISTORANTI APERTI ANCHE A CENA
“È il momento di superare i parametri di riferimento che hanno caratterizzato ad oggi le restrizioni per bar e ristoranti. Dobbiamo semplificare e al contempo determinare nuove modalità di riapertura netti e non interpretabili che, se pur con estremo sforzo e con una certo grado di rigidità, ci permetteranno la ripartenza in tempi certi”. Da parte dei ristoratori e baristi di Confesercenti Toscana Nord, nelle parole del presidente Fiepet Massa-Carrara Francesco Bennati, un contributo concreto lanciato a governo e Regione affinché si metta mano in maniera immediata a nuovi protocolli che permettano di riaprire anche in zona arancione con servizio al tavolo sia a pranzo che a cena. In un documento che sarà consegnato innanzitutto al governatore Giani e che poi costituirà la base del confronto nazionale con il Comitato tecnico scientifico, le modalità per mettersi alle spalle le restrizioni.

“La vastità di regole e sopratutto la loro applicazione non omogenea nei territori hanno scatenato problematiche e forti mal contenti per la categoria dei pubblici esercizi – spiega Bennati – trovandoci spesso a fare i conti con interpretazioni dissonanti da parte delle forze dell’ordine nei vari territori nazionali. Pensiamo quindi a protocolli rigidi ma semplici in modo da aiutare gli operatori nel rispetto delle norme ma renderà i controlli omogenei su tutto territorio nazionale. Per il numero massimo di clienti nel locale in questa fase suggeriamo ancora di tener conto dei posti in base al distanziamento, con una riduzione nella prima fase di un ulteriore 50%; resta il limite di 4 persone al tavolo senza però più le distinzioni tra convivente e non conviventi. Visto che i tempi di permanenza media e quindi i possibili rischi di contagio aumentano nelle fasce serali – dice ancora il presidente Fiepet Massa Carrara -, dalle 17 permesso solo il servizio al tavolo e l’accesso al locale esclusivamente dopo misurazione della temperatura. Orario per i bar sarà dalle ore 5 alle ore 20, mentre i ristoranti chiuderanno alle ore 22; in caso di coprifuoco lo scontrino fiscale rilasciato un’ora prima dell’inizio del coprifuoco permetterà un bonus di rientro di 30 minuti. Come data di riapertura dei pubblici esercizi sia a pranzo che a cena con questi protocolli, indichiamo il 3 maggio; una data che permetterebbe agli operatori di riorganizzare i locali e di poter attuare le modifiche alle regolamentazioni”.

La conclusione di Francesco Bennati. “I protocolli da soli non bastano, visto che le attività arrivano alla tanto attesa riapertura in ginocchio. Occorrono nuovi ristori parametrati sulle reali perdite e non su percentuali legate a quelle mensili. Poi suolo pubblico gratuito fino al 31 dicembre, Imu sospesa e credito di imposta su affitti e bollette anche questi fino alla 31 dicembre”.