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«Seconda Pasqua senza ristoranti, intollerabile non riaprire prima di maggio»

Lo afferma Adriano Rapaioli (Confesercenti Massa-Carrara): «Ci stiamo muovendo per predisporre ulteriori protocolli da sottoporre al Comitato tecnico scientifico»

MASSA-CARRARA – “Nonostante le imprese della ristorazione siano in ginocchio a causa di restrizioni che continuano ad abbattersi sul loro settore in maniera pesantissima, siamo convinti che la stragrande maggioranza degli imprenditori rispetti le attuali norme seppur non condividendole. Sarà, per il secondo anno consecutivo, una Pasqua senza clienti ai tavoli e questo non può che alimentare la disperazione di tante imprese”.

È il responsabile Fiepet, il sindacato dei pubblici esercizi di Confesercenti Toscana Nord, Adriano Rapaioli a intervenire in vista delle prossime festività ancora in zona rossa. “L’asporto è una goccia nel deserto per i bilanci dei colleghi – prosegue -. Alla pari dei ristori che definirli irrisori è un eufemismo. Ma la professionalità della stragrande maggioranza degli imprenditori non si discute e quindi anche in questa situazione drammatica le regole sono e saranno rispettate. Anche perché chi pensa di essere più furbo degli altri in questi momenti compie una grave danno ai colleghi. Si chiama concorrenza sleale – incalza Rapaioli – che in tempo di pandemia è a dir poco più odiosa. Ci stiamo muovendo anche con i nostri dirigenti locali per predisporre ulteriori protocolli da sottoporre al Comitato tecnico scientifico affinché bar e ristoranti possano riaprire anche in zona arancione. Attendere che si ritorni in giallo non prima di maggio è intollerabile”.

E in previsione di controlli rafforzati proprio nel weekend pasquale, Confesercenti Toscana Nord ricorda ai titolari di pubblici esercizi di rispettare totalmente le regole per la vendita di asporto per non incappare in sanzioni. “Non è quindi possibile da parte del cliente consumare all’interno del locale ma nemmeno nella pertinenza del locale stesso usufruendo, ad esempio, di punti di appoggio come tavolini o sedie – spiega il responsabile Fiepet Toscana Nord Adriano Rapaioli -. A tale proposito suggeriamo di rendere inaccessibile l’utilizzo di sedie e tavolini all’aperto se impossibilitati alla completa rimozione. Cliente che comunque può entrare nel locale (nel numero massimo consentito per le dimensioni del locale stesso) per ordinare rimanendo per il tempo necessario a ricevere il prodotto tassativamente in confezione da asporto. Ovviamente una volta che il cliente è all’esterno del locale ed eventualmente della sua pertinenza (leggi suolo pubblico) il titolare dell’esercizio non è più responsabile di comportamenti fuori dalle norme previste”.