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Balzo della disoccupazione femminile a Massa-Carrara: +5% rispetto al 2019

Nella provincia apuana più di una donna su 10 cerca lavoro. Decisamente più bassa la percentuale maschile, pari al 4,7%: sono alcuni dei dati Istat relativi all'occupazione su base provinciale per l'anno 2020 

MASSA-CARRARA – 7.000 persone in cerca di occupazione a Massa-Carrara, di cui 4000 donne. Un tasso di disoccupazione che cresce, rispetto al 2019, di 0.6 punti percentuali, attestandosi al 7,6%. Un dato, anche questo, fortemente influenzato dalla componente femminile, pari all’11,1% (5 punti in più rispetto allo scorso anno). Gli attualmente occupati, invece, sono 81mila. Sono alcuni dei dati Istat relativi all’occupazione su base provinciale per l’anno 2020.

Il tasso di occupazione della provincia apuana è del 65,7% (contro il 64,5% del 2019), composto dal 74,1 della componente maschile e del 57,3 di quella femminile. In valori assoluti gli occupati sono 81.000, di cui 35.000 donne.  Tra le province toscane, Massa-Carrara sopravanza Lucca (61,8), Pistoia (62,1), Livorno (62,2) e Grosseto (65,6). La media regionale toscana è 66,1, mentre a livello nazionale è 58,1. Nella confinante provincia di La Spezia il tasso di occupazione è 63,2.

Come anticipato, invece, il tasso di disoccupazione provinciale è peggiorato di 0,6 punti rispetto al 2019, attestandosi al 7,6%. La disoccupazione femminile è pari all’11,1%, in aumento di ben 5 punti rispetto al 2019. Decisamente più bassa quella maschile, pari al 4,7%. In valori assoluti, le persone in cerca di occupazione risultano 7.000, di cui 4.000 donne. La Toscana fa registrare una media dei tassi di disoccupazione del 6,6%, mentre il dato nazionale è del 9,2. Nella provincia di La Spezia, la percentuale è pari al 9,9%.

A commentare questi dati è intervenuto il segretario confederale di Cisl Toscana Nord Andrea Figaia: “E’ curioso il dato sulla forza lavoro, che comprende occupati e disoccupati ufficiali (cioè gli iscritti alle liste, ma non gli irregolari non iscritti o i Neet) – analizza Figaia -. A Massa-Carrara cresce, da un indicatore 86, stabile da tre anni, a quota 88. Quindi se gli occupati sono 81.ooo, significa che il resto, 7.000, sono disoccupati. Quindi molta gente non si iscrive più alle liste di collocamento, non cerca lavoro, si barcamena in una quotidianità che definirei da “da reddito di cittadinanza”. Dunque, a Massa Carrara: disoccupazione un pochino peggio? Occupazione in aumento?”

“Va detto che il mercato del lavoro 2020 ha risentito pesantemente della pandemia Covid – prosegue Figaia -,  ancora è vigente e sarà prorogato di qualche mese (poi si vedrà…) il cosiddetto “blocco dei licenziamenti”, sia pure in presenza a livello nazionale di quasi 600.000 procedure di licenziamento esperite, cosa che diluisce l’analisi dei dati, in sé già abbastanza difficile. Infatti occorre sempre ricordare che l’Istat prende per buono un minimo di ore lavorate durante il periodo (rilevazione campionaria anche a domicilio con metodo Capi). Se il dato di occupazione di Massa-Carrara, infatti, è sensibilmente superiore a quella della vicina Lucca (cosa in sé inverosimile a tutti coloro che possiedono un minimo di senso della realtà), nella pratica significa che mentre i nostri vicini producono lavoro stabile (si pensi alle numerosissime cartiere e al lavoro ‘buono’ assai bene retribuito che offrono), nel nostro territorio, invece, questi dati sono relativi ad un tessuto industriale ramificato ed a distretti non esistono assolutamente. Si tratta pertanto, da noi, di lavoro precario, instabile parziale ed a tempo determinato. Ecco, questa tipologia si, è ben presente”.

“Se aggiungiamo la cassa integrazione al nero – conclude il segretario confederale – (quest’anno sommata anche a quella Covid in un coacervo ingiusto ed insano), derivata da utilizzo numeroso di personale per la stagione estiva, abbiamo il quadro di un contesto lavorativo ‘balcanizzato’ . Rimandati a settembre quando, si spera, dopo una buona estate, moltissime e moltissimi avranno un po’ di soldi in saccoccia, frutto di lavoro non regolare”.