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Mille artigiani apuani senza cassa integrazione da ottobre

Cna Massa-Carrara furibonda contro la burocrazia statale. Fenapi alla politica: «I cittadini devono essere sostenuti non mortificati»

MASSA-CARRARA – Un migliaio di artigiani della provincia di Massa-Carrara di almeno trecento aziende non ricevono la cassa integrazione dal mese di ottobre. Per alcuni addirittura non è arrivata nemmeno quella di settembre. E c’è preoccupazione per altri ritardi per i mesi di gennaio e febbraio.

La stima è di Cna, furibonda per i tempi tecnici con cui le risorse stanziate dal governo, quindi già previste, vengono successivamente gestite dal ministero dell’Economia. Il fondo di solidarietà degli artigiani sta aspettando, ormai da mesi, di ricevere parte delle risorse stanziate dal decreto di agosto per erogare le prestazioni di integrazione salariale legate all’emergenza da covid-19.

“L’aspetto più assurdo e allucinante è che i soldi ci sono, e sono stati già erogati, ma la burocrazia, con i suoi mille rivoli, frena il loro percorso nel trasferimento dallo Stato all’Ebret che gestisce il fondo di solidarietà che viene pagato con il sudore dei lavoratori attraverso la contribuzione ordinaria. – spiega Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara – Ma del resto chi è abituato ad avere sempre e comunque tutti i mesi lo stipendio non può capire il significato di restare sei mesi senza la cassa integrazione. Si sta riprendendo quello che è già successo anche nei mesi scorsi. E questo è ancora più grave perché è già successo. Non è quindi la prima volta”.

La pandemia ha esaltato la grande solidarietà dei piccoli imprenditori nei confronti dei loro dipendenti: “in questi mesi – racconta il presidente degli artigiani – ci sono molti colleghi che hanno aiutato di tasca propria i dipendenti più in difficoltà. Ci sono rapporti di lavoro che diventano prima di tutto rapporti umani: è questo il valore delle imprese artigiane che contribuisce alla tenuta sociale di questa comunità”.

La principale associazione degli artigiani è preoccupata anche per i mesi di gennaio e febbraio: “In pratica – commenta ancora Bedini – ci sono mille famiglie che non vedono la cassa integrazione da sei mesi. La tempestiva erogazione delle risorse in favore del Fondo di Solidarietà deve essere una priorità assoluta per il Governo Draghi nei confronti del quale noi tutti, da italiani, nutriamo aspettative”.

Fenapi alla politica: “I cittadini devono essere sostenuti non mortificati”
E sull’argomento bonus e contributi interviene anche l’associazione di categoria Fenapi Massa-Carrara: “In questo particolare periodo economico sanitario, nel rapporto quotidiano con le persone appare evidente che l’epidemia ha stravolto dal punto di vista psicologico e nei fatti i loro stati d’animo. È comprensibile che la gente si sia trasformata a causa del negativo stato economico in cui si trova e che si è trovata improvvisamente dopo una fase, ante covid, peraltro non entusiasmante. La povertà, purtroppo, sta prevalendo. Ciò non è un sospetto ma una constatazione. In questo contesto parliamo di famiglie e di persone sole che quotidianamente si rivolgono alle sedi Fenapi per trovare un sostegno alle loro primarie esigenze, talvolta dopo aver ricevuto messaggi e notizie amplificate, anche istituzionali, in merito a bonus e contributi che spesso non trovano riscontro reale. In tale scenario la Fenapi invita le amministrazioni e gli enti preposti a non provocare aspettative che poi si traducono in mortificazioni per coloro che invero sperano e speravano in aiuti concreti. Al riguardo la Fenapi raccomanda maggiore trasparenza e una tempistica rapida alle istanze dei cittadini i quali ogni giorno devono confrontarsi con la spesa alimentare oltre alle scadenze di bollette e di altri adempimenti”.