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Commercianti in piazza (e c’è anche la politica): «Basta prese in giro! Non vogliamo l’elemosina» foto

In piazza Aranci Confcommercio e Confesercenti lanciano l'allarme. Martina Nardi «Sappiamo che esistono le difficoltà, stiamo lavorando affinché i prossimi ristori le possano colmare». Presente anche l'amministrazione comunale col sindaco Persiani e l'assessore Balloni

MASSA – Le scritte sui cartelli che coloravano piazza Aranci, a Massa, nella mattinata di oggi, 1° marzo, parlavano chiaro: «Vogliamo tornare a lavorare in sicurezza». È questo il grido lanciato dalla manifestazione di Confcommercio e Confesercenti, che ha coinvolto non solo la piazza sede del palazzo della Provincia di Massa-Carrara e della Prefettura, ma anche piazza Napoleone a Lucca e piazza Nieri e Paolini a Viareggio. Ristoratori, piccoli commercianti, gestori di palestre e imprenditori hanno risposto alla chiamata delle associazioni di categoria per portare la propria voce e la propria esasperazione per le strade, con l’obiettivo di farla arrivare a Roma.

E se il commercio della provincia ha voluto manifestare, una volta ancora, i propri scontenti e le proprie rimostranze nei confronti degli aiuti arrivati dalla politica ritenti inadeguati, la politica stessa ha voluto alzare la mano e rispondere presente. Sotto l’obelisco, infatti, sono arrivati per prendere parola esponenti nazionali e locali della classe dirigente. La prima a parlare alla piazza, distanziata ma gremita di gente vibrante, è stata Martina Nardi, deputata del Partito Democratico. Il messaggio lanciato della dem è stato di comprensione, accompagnato da un appello alla collettività: «Essere qua vuol dire sapere che le difficoltà esistono, – ha dichiarato la Nardi nel suo lungo intervento col megafono in piazza – ma stiamo lavorando per cercare di superarle. Le difficoltà che provano le persone oggi qui in piazza sono quelle che prova tutto il Paese, tutta Europa e tutto il mondo. Con i primi ristori ce l’abbiamo messa tutta per cercare di fare al meglio una cosa mai fatta prima nel nostro Paese e anche adesso ce la stiamo mettendo tutta nello studio di un decreto Ristori 5 che spero possa colmare le criticità che abbiamo raccolto in questo periodo».

«Spero e credo, dopo il piano vaccinale, che questa piazza possa rianimarsi e colmarsi di gente insieme alle vostre attività. Penso che la comunità mai come in questi momenti debba essere vicina alle attività commerciali. – ha continuato la Nardi – Il commercio svolge una funzione sociale, ci fa sentire parte di una città. Una citta che ogni qualvolta viene chiusa una serranda perde un pezzo di se stessa. Il commercio è il cuore della città. Per questo dobbiamo trovare delle modalità con cui guardare al futuro. Sarò prima firmataria di una proposta di legge, lavorata insieme alle associazioni, che tenga insieme il lavoro e la riapertura dei negozi. Nel frattempo abbiamo l’obbligo qui e ora di non farvi chiudere, senza però dimenticarci che tutti i soldi che mettiamo a disposizione saranno ripagati da chi ancora magari deve ancora nascere. Dobbiamo essere cauti nelle promesse, senza scordarci che, come tutte le famiglie, anche quella Italia ha i suoi mututi da pagare».

Anche l’amministrazione comunale di Massa ha voluto mostrare la vicinanza alle associazioni e alle categorie più colpite da questa crisi e da questa terribile pandemia. Con le parole dell’assessore alle attività alle attività produttive Paolo Balloni, l’amministrazione Persiani ha ribadito il lavoro quotidiano messo in atto assieme alle associazioni scese in piazza e i nuovi progetti nati per sostenere il commercio, fra cui il nuovo piano della valorizzazione dei luoghi del commercio il cui bando è stato aperto: «Siamo qua con voi anche in questa battaglia. – ha dichiarato Balloni durante il suo intervento – Capiamo che se vi trovate in questa situazione qualcosa, evidentemente, non ha funzionato. Questa fase deve essere gestita anche nei momenti di difficoltà e il supporto dell’amministrazione c’è per accompagnarvi in questa battaglia di richiesta verso governi a noi superiori. Alcune promesse non sono state mantenute, ma, fra tutte le mancanze, la più importante è stata la lontananza delle istituzioni dalle persone».

Ma le parole della politica non hanno reso più dolci le parole degli operatori del commercio, troppo inasprite dalle difficoltà che hanno travolto tutta la categoria. Stanchezza e rabbia sono i sentimenti che prevalgono nell’ascoltare gli interventi degli operatori intervenuti. Rabbia verso la politica e i mancati ristori, stanchezza per la situazione che va avanti da ormai quasi un anno. «Tra il dire il fare c’è di mezzo il mare. – ha detto Sabrina Giannetti, intervenuta dopo le parole di Nardi e Balloni – Credevo nel dialogo, ma oggi siamo qui per manifestare, insieme ai miei dipendenti ai quali ho chiesto di venire per portare la nostra voce. Basta prenderci in giro».

«Non vogliamo l’elemosina», l’hanno ribadito più volte i lavoratori. Tornare al lavoro è l’unico desiderio che vorrebbero esprimere, come sottolineato anche da Gabriele Morelli, presidente della federazione cuochi della provincia. Ma il punto focale delle proteste non poteva che essere la questione ristori, il più delle volte non arrivati, al contrario delle imposte fisse da pagare, e troppo complicati da richiedere, a detta dei commercianti.

Sul posto si è poi recato anche il sindaco Francesco Persiani di cui riportiamo il messaggio video qui sopra.