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«Pontremolese, nomina commissario atto dovuto. Ora fuori soldi e progetti»

L'associazione Lunezia si riunisce online per commentare gli ultimi sviluppi: «L'ingegner Cocchetti sia presente anche sui nostri territori. Progetto Lunardi buona base di partenza»

LUNIGIANA – “La nomina dell’ingegner Mariano Cocchetti, di Rfi, a commissario straordinario per il completamento della ferrovia Pontremolese, arrivata con il Dpcm Conte del 20 gennaio scorso, è un fatto importante e positivo, perché il neo commissario potrà lavorare con minori vincoli e procedure più rapide. Ma si tratta anche di una cosa non particolarmente eccezionale, bensì di un atto dovuto. Di fatto non c’è nulla di nuovo e nemmeno un euro in più: il finanziamento resta pari a quei 247 milioni già stanziati per la tratta Parma-Vicofertile, a fronte dei 2 miliardi e 303 milioni necessari – stima di oltre dieci anni fa, probabilmente andrebbe rivista verso l’alto – per l’intero raddoppio”. Parola del senatore Egidio Banti, primo relatore ieri al convegno online Pontremolese, luci ed ombre, organizzato dall’associazione Lunezia e moderato dal vice presidente del sodalizio, Paolo Borzoni. “Nel suo primo intervento parlamentare – ha continuato Banti – il neo presidente Draghi ha inserito tra gli obbiettivi strategici la rete ferroviaria veloce. È evidente che la Pontremolese, anche raddoppiata, non sia tale; ma sarà una linea ad alta capacità che si interseca con le linee ad alta velocità. Inoltre l’Europa – e qui entra il ballo anche il discorso del Recovery Plan – intende promuovere la sostenibilità, quindi lo sviluppo del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. Le ferrovie nei prossimi decenni sono dunque destinate ad avere attenzione particolare, e la Pontremolese non deve essere dimenticata: anzi, vanno trovati i soldi necessari e va elaborato il progetto definitivo per la galleria di valico. Le Regioni interessate (in primis Liguria, Emilia Romagna e Toscana, per quanto il rafforzamento dell’asse Tirreno Brennero abbia portata ancora più estesa, ndr) dovranno farsi carico di una trattativa col governo per ottenere il finanziamento e per risolvere i nodi progettuali”.

Banti ha ricordato “la duplice valenza della Pontremolese a completamento avvenuto: merci e passeggeri” e ha sottolineato: “La galleria di valico non è prevista nei prossimi sei anni – cioè il periodo di esercizio del Recovery plan –, ma bisogna saper guardare oltre, e nei prossimi decenni non potrà non esserci il raddoppio di tutta la linea. Ecco, magari entro il 2026 si potrà completare il tratto Parma-Vicofertile, ma guardando al 2030 o al 2050 – l’orizzonte a cui ha fatto riferimento Draghi – bisogna vedere la Pontremolese completa. Chiederemo un incontro all’ingegner Cocchetti per il rilancio dell’opera”. “La nomina del commissario – ha aggiunto Cesare Azzali, presidente dell’Unione industriali di Parma – è un’occasione stimolante ma non decisiva per capir se ci siano o meno la volontà e la capacità di procedere con la fase progettuale e il finanziamento della Pontremolese. Se non c’è la volontà è difficile tirare fuori anche dieci euro”. “La Pontremolese per i nostri territori avrebbe una ricaduta importantissima – ha proseguito Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli -. L’Europa ha bisogno di queste opere, l’agenda 2030 pone obbiettivi precisi. Impossibile procrastinare la realizzazione di un’infrastruttura che va a diminuire il trasporto su gomma e che può contribuire, nell’ottica di una ‘città diffusa’ La Spezia-Parma, a ricostruire un rapporto tra uomo e natura. Serve concretezza, basta parole vuote”. Intervenuta anche Michela Zanetti, prima cittadina di Fornovo: “L’agenda 2030 pone la sfida della sostenibilità e della transizione ecologica: il raddoppio della Pontremolese e la grande sfida della galleria di valico vanno in questa direzione. Non dimentichiamo che l’Europa ci ha richiamati per l’emergenza legata alla qualità dell’aria nella pianura padana”. La sindaca emiliana ha altresì evidenziato come ci sia il nodo “dell’attraversamento del paese da parte della ferrovia, che pone riflessioni urbanistiche del tutto significative. E poi a Forum novum, ogni volta che fai un cantiere, ci sono sorprese, perché è un luogo con una storia antica. Ad ogni modo, dobbiamo iniziare ad assumerci delle responsabilità: traguardare l’opera è una priorità assoluta”.

Palla poi all’avvocato spezzino Pier Gino Scardigli, in passato alla guida della Società Tirreno Brennero e tenace sostenitore del raddoppio. “Purtroppo le nostre comunità, nel tempo – ha esordito – sono diventate secondarie rispetto ai grandi centri e l’alta velocità ha attratto tutte le energie. Genova ad esempio ha calamitato tutto e anche il fatto che il commissario avrà sede nel capoluogo ligure – ricordiamo che è anche commissario per il completamento del Terzo valico dei Giovi – non fa ben sperare”. Scardigli ha ricordato come “alla fine degli anni Novanta facemmo la Società Tirreno Brennero, che mise assieme un miliardo di lire per redigere il progetto della Pontremolese, con incarico al futuro ministro Lunardi. E grazie a ciò l’opera finì tra le prioritarie. Successivamente, però, anche per le convinzioni dell’allora Ad delle Ferrovie Mauro Moretti, il raddoppio decadde tra le opere secondarie. Ora sarebbe importante tornare a costituire un gruppo autorevole che influenzi le istituzioni nazionali e che sia presente nei momenti decisori fondamentali, facendo presenti le esigenze dei territori. E sarebbe importante avere l’ingegner Cocchetti anche sui nostri territori, non solo a Genova, in modo che prenda piena coscienza della rilevanza dell’opera”. L’ex consigliere comunale spezzino ha rammentato che “il raddoppio è entrato nelle opere prioritarie nazionali, sì… ma tra quelle di seconda, e non di prima priorità. Cioè quelle la cui realizzazione è prevista nel periodo 2030-2050. C’è da dire che nel 2022-23 l’Unione europea vaglierà quali opere dovranno partire all’inizio del ventennio, quindi è importante che nel 2023 le commissioni istituite a livello europeo sappiano che la Pontremolese ambisce al sigillo della priorità, per farla partire prima possibile”.

In merito al progetto della galleria di valico, l’avvocato ha rimarcato che “il lavoro progettuale di Lunardi è una base importante, andrebbe solo attualizzato” e ha sottolineato come, oltre al progetto del tunnel, sia necessario provvedere anche a quello integrale per la subtratta Parma-Osteriazza (di cui il segmento Parma-Vicofertile, finanziato, altro non è che una delle tre componenti; l’altra è la Vicofertile-Collecchio). Scardigli ha poi manifestato “l’impressione che la Regione Liguria non abbia a cuore la Pontremolese fino in fondo. Del resto Genova rappresenta il 52 per cento degli abitanti. E non so quante volte Genova e la Liguria abbiano parlato con l’Emilia o la Toscana”. Si è quindi rammaricato perché, senza raddoppio, “Spezia per mandare i container in Germania in treno deve scendere cento chilometri fino a Firenze. Una situazione insostenibile”. Tempi? “Se non succede qualcosa di straordinario – ha concluso – del raddoppio se ne parla dal 2030”. Valutazione che ha trovato generale concordanza tra i partecipanti all’incontro online, concluso dal presidente di Lunezia, Rodolfo Marchini: “Cercheremo di promuovere una conferenza istituzionale del territorio dedicata al tema – ha affermato -, coinvolgendo le Province, in modo che possano raccogliere le istanze dei vari comuni, andando altresì a interessare i parlamentari del territorio per promuovere politiche che possano davvero sostenere il completamento dell’opera”.