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Valorizzazioni o svendite? Il nuovo piano delle alienazioni del Comune di Massa approvato in Consiglio

L'assessore al bilancio ha presentato il nuovo regolamento, legato a doppio filo con quello delle opere pubbliche approvato durante la stessa seduta: «Obiettivo è valorizzare immobili per evitare che gravino sulle spese dell'ente». Carioli (Pd): «Manca di visione». Mencarelli (M5s): «C'è il rischio di svendere i beni comunali»

MASSA – Durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Massa di martedì 16 febbraio, tenutasi in videoconferenza, è stato approvato il nuovo piano delle alienazioni per l’anno 2021. Presentato dall’assessore al bilancio Pierlio Baratta, il piano è stato al centro delle polemiche soprattutto in relazione che questo ha con il nuovo piano delle opere pubbliche per il periodo 2021/2023 presentato nella stessa seduta del consiglio e approvato con 19 voti favorevoli. Infatti, le alienazioni consistono, come previsto dalla legge 133 del 2008 e spiegato dall’assessore Baratta stesso, «nell’individuare e proporre l’inserimento di beni destinati alla dismissione» o che comunque rappresentano un onere nel bilancio dell’istituzione.

«L’elemento centrale – spiega Baratta – non è la vendita, ma la valorizzazione per evitare che questi beni gravino sulla spesa dell’ente. Gli immobili inseriti nel piano si dividono in “fabbricati” e “terreni”. Il tutto si dovrebbe aggirare intorno ai 2,3 milioni/1,8 milioni di euro».

Le critiche che l’opposizione ha rivolto, però, poggiano sulla scelta dell’amministrazione di lasciare che siano proprio le alienazioni a finanziare molte opere inserite nel piano delle opere pubbliche. Più volte è stato ricordato come, in passato, per alcuni immobili presenti nella lista le aste siano andate deserte svariate volte. La spiegazione, sempre secondo Baratta, di tale fenomeno sarebbe da ricondurre nel mancato ribasso dei prezzi che le precedenti amministrazioni non avrebbero fatto in funzione di un mercato immobiliare in netto ribasso.

Dal punto di vista politico, il consigliere del Partito Democratico Gabriele Carioli ha invece espresso le perplessità in merito ad alcuni terreni destinati alle alienazioni di cui, invece, lui avrebbe fatto uso diverso: «Questo piano manca di visione. – ha dichiarato Cairoli – Ok che il comune debba fare bilancio, ma rischiamo di privarci di pezzi di città che potrebbero essere utili, in futuro, alla collettività. Come, per esempio, un terreno di via Crosa, adiacente al mercato coperto delle Jare. Vendere questo terreno potrebbe poi rivelarsi un errore quando dovremo, perché dovremo, andare ad intervenire sulla struttura del mercato».

Mencarelli (M5s): «C’è il rischio di svendere i beni comunali»

«Corriamo il rischio di vendere dei beni comunali per pochi euro, grazie al Regolamento per le alienazioni che la maggioranza del sindaco Persiani rivendica» interviene la vice presidente del consiglio comunale Luana Mencarelli riguardo al regolamento per le alienazioni “infatti – prosegue – per le cessioni dei suddetti beni si è inserita la previsione del ribasso automatico del 25% del valore di mercato quando la messa in vendita non vada a buon fine, come è previsto per le aste dei tribunali andate deserte».

«Quello che sta succedendo ad esempio – continua la consigliera M5s – per l’edificio di Marina di Massa, che ospita un noto ristorante, il cui valore ha già subito un ribasso imponente. Il rischio è quello di agevolare la speculazione offrendo la possibilità di acquistare ad un prezzo molto inferiore al valore effettivo. Tenendo conto che il Comune non è obbligato a vendere per motivi di dissesto, sarebbe opportuno valutare di volta in volta l’eventualità di un ribasso, ma in questo caso specifico sarebbe  opportuno non scendere al di sotto di un determinato valore e continuare ad incassare l’affitto che l’immobile frutta e non dismettere una rendita sicura, tenuto conto che un ulteriore 25% non entrerebbe nelle casse comunali, ma andrebbe versato in quelle dell’Agenzia del Demanio».

«Il M5s era contrario all’inserimento di questa modalità nel Regolamento e con il piano delle alienazioni 2021 si evidenzia il potenziale circostanza sopra descritta: qualcuno potrà fare grandi affari con la “svendita” dei beni della collettività giustificata solo con il risparmio dei costi di gestione come ad esempio l’assicurazione del patrimonio pubblico» conclude la Mencarelli.