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«A Massa-Carrara serve un progetto di sviluppo. Ma prima le istituzioni devono tornare ad ascoltarci»

Sanità, marmo, bonifiche, trasporti. Le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil chiedono con urgenza un tavolo istituzionale per trovare soluzioni ai problemi del territorio

MASSA – “Già prima della pandemia, Massa-Carrara aveva già perso dagli 8000 ai 10.000 posti di lavoro. Adesso siamo in una vera e propria agonia. E le istituzioni non ci aiutano”. E’ un grido unico quello di Cgil, Cisl e Uil che questa mattina, in una conferenza stampa a Palazzo Ducale, hanno sottolineato l’urgenza di un tavolo istituzionale permanente per elaborare un progetto territoriale di sviluppo condiviso. E per far decollare opere e progetti in stallo da anni. Una questione irrisolta è quella che riguarda le bonifiche. “Le aree libere della nostra zona industriale non interessano a nessuno perché costano troppo e sono gravate da oneri di bonifica – fanno notare dalle segreterie territoriali -. Abbiamo bisogno di un progetto di bonifica  unitario che, pur coinvolgendo le singole aziende che devono contribuirvi, curi anche con risorse pubbliche gli interessi di salute e di sviluppo di tutta la nostra comunità e chiuda una volta per sempre il capitolo dell’inquinamento storico ereditato dalle grandi imprese del passato”.

C’è poi il capitolo trasporti. Su questo punto Cgil, Cisl e Uil chiedono che la rete integrata diventi una realtà, che sia garantito il collegamento ferroviario tra il porto e la zona industriale e che la rete viaria sia adeguata anche alle esigenze eccezionali del trasporto della tipologia di manufatti che si stanno producendo.

Altra preoccupazione riguarda il rischio idrogeologico, per il quale – sottolineano i sindacati – serve un impegno straordinario con la risistemazione dei corsi d’acqua più pericolosi e l’eliminazione di quegli attraversamenti, di quegli strozzamenti e di quelle tombature che ne amplificano i danni. Al tempo stesso le colline e le montagne necessitano di interventi capaci di prevenire o di contenere i fenomeni franosi. Tutte opere ad alta intensità di lavoro.

Per quanto riguarda il marmo, la questione centrale è quella dello sviluppo di una filiera che si occupi di lavorare in loco il marmo. Le aziende del marmo vanno collocate in zone più idonee al loro sviluppo industriale, e devono  investire per mantenere l’equilibrio tra ciò che si estrae, la durata della concessione e ciò che si può e si deve lavorare in loco. Tutto ciò porterebbe a incremento occupazionale, sicurezza idrogeologica, rispetto ambientale e salvaguardia del patrimonio produttivo.

Il rapporto con le istituzioni, e in particolare con i Comuni, è da ricucire anche nell’attività di verifica e confronto nell’analisi dei bilanci e nella condivisione di obiettivi. Un punto sul quale Cgil, Cisl e Uil denunciano la mancanza “dei più elementari momenti di concertazione di base”.

E poi c’è la questione, delicatissima, relativa alla sanità. L’emergenza covid – sottolineano dalle segreterie territoriali – ha messo in evidenza l’importanza del ruolo pubblico nella sanità, e quanto sia necessario investire nella sanità territoriale. Serve quindi un confronto locale continuo e  una conoscenza delle scelte strategiche dell’Asl Toscana nord ovest.

“Sono tutte questioni – afferma Andrea Figaia, segretario territoriale della Cisl – su cui dobbiamo recuperare le interlocuzioni con il mondo istituzionale, che ad oggi è completamente assente e non solo su ciò che riguarda il Covid. Il nostro è un territorio che faticherebbe tanto anche se fosse unito. Se poi è disgregato, allora va poco lontano. Insomma, se le istituzioni non ci ascolteranno, siamo pronti a forme di mobilitazione nel rispetto delle norme anti-covid”.

“Servono incontri mediati per fare proposte e lavorare in maniera concertata – ha ribadito Paolo Gozzani, segretario generale della Cgil Massa-Carrara. Se per l’ennesima volta non verremo considerati, faremo le nostre iniziative di lotta. Lunedì saremo a Imm – annuncia poi -, la realtà che sta pagando il prezzo più alto con 24 lavoratori a rischio. Ma le problematiche sono tante, e dobbiamo lavorare, uniti, per trovare soluzioni in tempi stretti”.