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«Lavoratori autonomi, dallo Stato solo briciole. Le tutele siano ampliate a tutti»

Confartigianato Massa-Carrara lancia la sfida: «Se fossero trattati come dipendenti pubblici, il Governo dovrebbe tirare fuori 250 miliardi di euro. Basta disparità: serve una rete di aiuto universale»

MASSA-CARRARA – Se i lavoratori autonomi fossero trattati come i dipendenti pubblici, lo Stato dovrebbe sborsare 250 miliardi di euro. E’ nei numeri che si vedono le enormi differenze che ancora dilaniano il tessuto economico e sociale del Paese e i numeri non mentono. Le crisi economiche non sono mai democratiche. Ed è per questo che si deve creare una rete di protezione sociale universale che coinvolga tutti: lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti sia del pubblico sia del privato. Senza togliere niente a nessuno ma ampliando le tutele a tutti affinché nessuno sia lasciato indietro”.

Lo sostiene il direttore di Confartigianato Massa Carrara, Gabriele Mascardi, che mette in fila le misure varate dal Governo in un paragone fra due categorie spesso contrapposte, sul piano teorico ma pure pratico: “Con la legge di Bilancio 2021 le somme messe a disposizione per tutti i lavoratori del pubblico impiego porteranno ad una spesa complessiva pari a 6,7 miliardi di euro, il 26% in più di quanto erogato nell’ultimo rinnovo firmato nel 2018. Se con lo stesso slancio fossero riconosciute alle attività economiche che sono state costrette a chiudere per decreto o per Dpcm sia le perdite di fatturato registrate l’anno scorso sia un contributo aggiuntivo del 26%, lo Stato dovrebbe conferire a questi imprenditori colpiti dal Covid poco più di 250 miliardi di euro.

A oggi, invece, circa 5 milioni fra artigiani, commercianti, esercenti, albergatori e lavoratori autonomi hanno ottenuto dall’esecutivo – al netto delle agevolazioni in materia di credito e dell’effetto dello slittamento di alcune scadenze fiscali – solo 29 miliardi di euro di aiuti diretti”. Non vuole essere la classica guerra fra ‘poveri’ ma un modo per sollevare un tema vero e cogente, reso ancora più drammatico dall’emergenza sanitaria: “Gli autonomi non hanno il posto sicuro, un lavoro garantito anche se tutto chiude. Se non lavorano non guadagnano. Falliscono: famiglie che finiscono sul lastrico senza alcun aiuto. Siamo pienamente convinti che la politica, tutta, debba lavorare per trovare una rete anticaduta che estenda le tutele a tutti, compresi i lavoratori autonomi. E non si dica che mancano le risorse: basta non buttare al vento quelle che ci sono. Pensiamo al cashback, al Reddito di cittadinanza. Pensiamo a una vera lotta all’evasione”.

Qualcosa, anche a causa della pandemia, si è iniziato a vedere: “Ammettiamo – conclude Confartigianato – che con la legge di Bilancio per il 2021 si è messo finalmente mano al welfare per le partite Iva ma è troppo poco: si parla di un fondo di copertura pari a un solo miliardo di euro, e sull’introduzione dell’identità straordinaria di continuità reddituale e operativa, vale a dire una specie di cassa integrazione a sostegno del reddito dei professionisti iscritti alla gestione separata Inps. Va bene imboccare il sentiero giusto – conclude Mascardi – adesso percorriamolo con decisione e a passo svelto”.