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“Io apro”, a Massa-Carrara la protesta è un flop. I ristoratori: «Rispettiamo la legge»

Quasi nessuno ha deciso di alzare le saracinesche e apparecchiare le tavole anche in orario serale, sfidando chiusure anticipate e coprifuoco. Tra questi Nicola Franzoni, che annuncia su Facebook: «Il Caffè Giardino resterà aperto».

MASSA-CARRARA – Doveva essere una protesta del mondo della ristorazione contro i decreti del Governo, ma alla fine, almeno a Massa-Carrara, saranno in pochi ad aderire ad #IoApro. Si contano sulla dita di una mano, e forse neanche, i titolari che hanno deciso di alzare le saracinesche e apparecchiare le tavole anche in orario serale, sfidando chiusure anticipate e coprifuoco. E correndo il rischio di incorrere in sanzioni anche pesanti per sé e per i propri clienti. Tra questi c’è Nicola Franzoni, titolare del “Caffè Giardino ” di viale Colombo, a Marina di Carrara, che annuncia l’apertura anche sul suo profilo Facebook: “Informo che il Caffè Giardino resterà aperto venerdì sera con servizio di cucina”.

Chi non è d’accordo invece è Giuliano Pratesi del “Follemente” di via Rinchiosa, sempre a Marina di Carrara: “Noi abbiamo deciso di rispettare la legge perché crediamo che in questo momento sia la cosa più importante per uscire al più presto da questa situazione. Non condivido il pensiero di chi ha deciso di aderire, per me è un’iniziativa tirata fuori di impeto, senza ragionarci. Ha poco senso e non porterà ad alcun beneficio”.

A pochi passi dal Follemente c’è La Maison di Diego Crocetti, che dopo aver deciso inizialmente di aderire alla protesta annuncia un cambio di programma: “Sarebbe stato interessante se tutti fossimo stati d’accordo, ma non posso essere l’unico a protestare e a metterci la faccia. L’iniziativa doveva servire, sempre nel rispetto delle norme anti contagio, a mandare un segnale importante. Ma avremmo dovuto essere in tanti ad aderire, indipendentemente dall’appartenenza politica, e così non è stato”.

Anche a Massa i ristoratori hanno le idee chiare: la protesta serve a poco e l’intenzione è quella di rispettare la legge. “Non voglio forzare un’apertura andando contro le regole e col rischio di sanzioni inutili e di creare assembramenti”, riferisce Matteo Barotti del ristorante Ippopotamus di Viale Roma.

Secondo Giuseppe Angeloni del ristorante-panigacceria “Al Barco” di via Aurelia Ovest, a Romagnano, chi tiene aperto rischia di aggravare ancora di più la situazione. “Così si ottiene l’effetto contrario – sostiene – con il rischio che lo Stato intensifichi ancora di più le restrizioni. Anche se capisco perfettamente il disagio, perché anche io faccio parte di questa categoria e devo dire che le difficoltà sono enormi e gli aiuti assolutamente insufficienti. Io con i 4000 euro a fondo perduto ricevuti a novembre – confessa – ci ho pagato affitto, bollette e 2 dipendenti. E non mi è rimasto nulla”.