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Camera di Commercio, Dino Sodini commissario. «Nomina positiva per autonomia territorio apuano»

Bedini (Cna): «È un riconoscimento al suo impegno per una battaglia che non riguarda solo il futuro dell’ente camerale». E sull'Isr: «Deve entrare nel Consorzio Zona Industriale»

MASSA-CARRARA – “La nomina di Dino Sodini a commissario della Camera di Commercio è un riconoscimento al suo impegno per una battaglia che non riguarda solo il futuro dell’ente camerale ma dell’autonomia di un territorio che è stato progressivamente spogliato dei suoi punti di riferimento. La Camera di Commercio è uno di questi e noi dobbiamo difenderlo”. È il commento di Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara all’indomani dell’ufficializzazione della noma di Dino Sodini a commissario dell’ente camerale.

“C’è ottimismo per la sentenza al Tar che sarà chiamato nei prossimi mesi – spiega Bedini – ad esprimersi sul ricorso presentato dalla Camera di commercio con cui si chiede di bloccare l’accorpamento tra gli enti Lucca, Pisa e Massa-Carrara. Un riconoscimento quello del ruolo di Commissario, che acquista maggiore valore se pensiamo che è frutto dell’impegno personale di un imprenditore che sostenendo di tasca sua i costi e sottraendo tempo alla gestione della propria impresa, ha lottato e continua a lottare per la salvaguardia del territorio. Per Cna da sempre l’accorpamento rappresenta una fusione a freddo, senza cuore e logica, che penalizza enormemente il nostro territorio. Questo periodo di commissariamento garantisce una certa continuità alla vita dell’ente. Mi auguro che i rappresentanti del nostro territorio si facciano sentire con maggiore vigore e convinzione. Gli effetti dell’accorpamento sono stati sottovalutati ma saranno, se si concretizzerà, pesantissimi per le imprese, per il mondo del lavoro ed anche per la governance politica locale. Abbiamo già avuto esempi non troppo felici di cosa significa delocalizzare l’Autorità degli Enti Territoriali e non pensiamo che il territorio ne possa trarre benefici”.

L’altro nodo è quello legato al futuro dell’Istituto di Studi e Ricerche il cui destino ad oggi è poco chiaro: “La nostra posizione è quella di una migrazione dell’Isr all’interno del Consorzio Zona Industriale Apuana per continuare ad essere uno strumento a servizio del nostro territorio. Chi la vorrebbe portare fuori da questo contesto ne sminuisce l’importanza ed il ruolo che ha avuto in questi anni nelle scelte e nelle decisioni della politica e delle imprese. A forza di strappare pezzi in questa provincia resteranno solo i problemi. Siamo stufi e stanchi di essere la Cenerentola della Toscana”.

Senza contare che una simbiosi fra Consorzio e Isr potrebbe essere necessaria nell’ottica di una reale programmazione territoriale, soprattutto in vista della futura messa a disposizione di aree oggi bloccate da vincoli ambientali. “Potremmo – conclude Bedini – finalmente avere un soggetto terzo in grado di guidare le amministrazioni sull’utilizzo delle aree, tenendo in considerazione i vari interessi eterogenei dei soggetti operanti sul territorio, evitando, viste anche le ultime acquisizioni, che a breve le piccole imprese artigiane siano a corto di aree e capannoni e anziché per patrimonializzare le proprie aziende continuino a pagare degli affitti”.