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Toscana ancora zona arancione, la rabbia delle associazioni di categoria: «Uno schiaffo intollerabile»

Confesercenti Toscana Nord: «Subito un tavolo di emergenza per le imprese». Pasquini (Confcommercio): «Governo inadeguato, Giani con le sue parole ha illuso tutti e ora ha l'obbligo di rimediare»

TOSCANA – Toscana ancora zona arancione: le associazioni di categoria non ci stanno. La prima ad attaccare duramente la decisione del ministro Speranza è Confesercenti Toscana Nord: “Ancora una volta algoritmi e burocrazia decidono la vita delle imprese e delle loro famiglie. Mantenere in zona arancione la Toscana, con le restrizioni previste soprattutto per ristoratori e pubblici esercizi, è uno schiaffo intollerabile” – dice il presidente di Alessio Lucarotti. “Un ritardo che rischia di assestare il colpo finale a migliaia di aziende del settore ristorazione e somministrazione che si è sempre adeguato alle necessità sanitarie adottando immediatamente tutti i protocolli richiesti. Leggiamo in questa immotivata scelta una punizione senza motivi, con la politica nazionale che risulta persino incapace di utilizzare i provvedimenti legislativi; il decreto Ristori quater prevede infatti che la regola dei 14 giorni per il passaggio da una zona all’altra, possa essere disattesa nel caso in cui la cabina di regia ritenga congruo un periodo inferiore”.

“E nella nostra regione i dati evidenziano una forte decrescita del numero dei contagi – sottolinea Lucarotti – così come la crescita del tracciamento e la realizzazione di nuove infrastrutture dedicate ai pazienti Covid per oltre 500 posti letto. Non avere il coraggio delle scelte pur avendone la possibilità, è un segnale di limitata capacità di governo”.

L’appello del presidente di Confesercenti Toscana Nord è poi alla Regione per “la convocazione immediata di un tavolo di emergenza per capire cosa fare subito per queste imprese e per permettere loro di lavorare anche contro le volontà incomprensibili di numeri, codici, rapporti, algoritmi. È una cosa inaccettabile e un gigantesco alibi. Uno schiaffo in faccia ed una frattura difficile da sanare. Ai ristoratori, barristi, pizzaioli della Toscana – conclude – diciamo che non molleremo di un centimetro per ottenere quanto spetta a chi ha sempre lavorato in totale sicurezza. Subendo restrizioni per l’incapacità di questo governo di far rispettare due regole sensate accanendosi su una categoria ad oggi in maniera del tutto infondata. Dietro ogni banco bar, dentro le cucine, ci sono famiglie, vite sogni passioni”.

Rabbia e delusione anche da parte di Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara. “Una autentica mazzata – afferma il presidente Rodolfo Pasquini – che negli ultimissimi giorni aveva iniziato a prendere forma, ma che fino all’ultimo momento abbiamo sperato non si tramutasse in realtà. Questa scellerata decisione causerà nuovi e devastanti effetti sulle nostre imprese, in primis naturalmente su quelle del settore dei pubblici esercizi che, come noto, in “zona arancione” possono effettuare solo servizio a domicilio e vendita da asporto, mentre in “zona gialla” avrebbero potuto riaprire almeno a pranzo. Una differenza enorme, in un momento come questo. Ma le ripercussioni ci saranno anche per gli altri settori commerciali, perché la prosecuzione della “zona arancione” porterà con sé anche un effetto psicologico nefasto sulle persone, portandole a limitare i loro spostamenti per timore magari di incorrere in sanzioni, anche oltre la soglia del consentito”.

“Da parte nostra – prosegue Pasquini – c’è grande rabbia nei confronti di un Governo che si dimostra ogni giorno sempre più inadeguato, ma anche verso un governatore come Eugenio Giani che nelle ultime due settimane ha prima affermato che il passaggio da “zona rossa” a “zona arancione” potesse essere anticipato di un giorno, salvo poi essere smentito dai fatti. E in questa settimana ha illuso tutti dando quasi per certo il ritorno in “zona gialla”, salvo poi anche qua essere smentito dai fatti. Basti dire che oggi molti dei sindaci del suo stesso partito lo stanno criticando duramente per queste comunicazioni che, spiace dirlo, lo stanno facendo perdere di credibilità”.

“Giani – insiste il presidente di Confcommercio – adesso ha l’obbligo di rimediare, con azioni forti e immediate. Apprendiamo da una sua diretta Facebook di questa mattina che intenda chiedere al governo una nuova riunione a inizio settimana per una immediata revisione dei “colori”. Se il governo non ascolterà le sue richieste Giani batta i pugni sul tavolo e si faccia valere per una volta. La situazione delle nostre imprese è disperata: come diciamo dall’inizio della pandemia qua in ballo c’è la sopravvivenza di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro e non siamo più disposti a tollerare che a decretarne la morta sia la inettitudine di chi ci governa”.