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Conciati per le Feste: il decreto che blinda i comuni mette ko agriturismi e ristoranti. Uno su due non aprirà sondaggio

È quanto denuncia la Coldiretti Massa-Carrara in riferimento alle misure del nuovo Dpcm per le ricorrenze di Natale e di fine anno. Intanto prosegue il sondaggio della Voce Apuana

MASSA-CARRARA – Un agriturismo su due è intenzionato a non aprire per le festività di Natale. La decisione di blindare gli italiani nel proprio comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno mette ko le 97 strutture agrituristiche autorizzate della provincia di Massa-Carrara che sono principalmente localizzate nella Lunigiana in piccoli centri rurali con una clientela proveniente dalle grandi città e dalla costa.

E’ quanto denuncia la Coldiretti in riferimento alle misure del nuovo Dpcm per le feste di fine anno. La possibilità per le strutture della ristorazione di rimanere aperti a pranzo durante le festività è vanificata – sottolinea la Coldiretti – dai limiti agli spostamenti tra comuni che impedisce agli ospiti di raggiungere le campagne. Un vero paradosso se si considera che gli agriturismi spesso situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, che sono secondo www.campagnamica.it i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. “La metà delle imprese agrituristiche – commenta Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – sta valutando seriamente di non aprire. Ci sono troppi elementi di incertezza che vanno ben oltre ogni previsione. Le festività hanno sempre rappresentato un momento della stagione molto interessante soprattutto per il turismo interno, un volano per borghi e piccoli centri rurali, che quest’anno mancherà del tutto. Parliamo di mille posti letto complessivi e di almeno 50 strutture che effettuano ristorazione tipica che resteranno vuote con gravi danni lungo tutta la filiera agricola e vitivinicola”.

Gli agriturismi ante Covid in Lunigiana erano riusciti a capitalizzare 30 mila presenze, e ad essere tra le tipologie ricettive in controtendenza in provincia. “Il 2020 chiuderà con una contrazione tra il 30%-40% di presenze, ben peggiore rispetto alle nostre aspettative. – commenta ancora la Ferrari – L’estate, tutto sommato, non era andata male. Era partita in ritardo ma è partita. Il rischiamo di perdere il Natale ed il Capodanno ora è concreto”.

E prosegue il sondaggio della Voce Apuana: sei d’accordo col nuovo decreto di Natale per blindare le feste? Vota qui sotto e dicci perché, scrivendo a redazione@voceapuana.com o commentando sulla nostra pagina Fb.

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