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Chiusura dei centri estetici e benessere, Tarantino (Confimprese): «Non condividiamo queste scelte»

MASSA-CARRARA – Con il passaggio della Toscana in zona rossa i centri estetici e i centri benessere sono stati costretti a chiudere. «Le attuali restrizioni – commenta Daniele Tarantino, vice presidente nazionale di Conf-Imprese – si ripercuoterà in modo drammatico su molte attività. Attività che, dopo la prima ondata di Covid della scorsa primavera, avevano riaperto con fiducia investendo nei loro saloni professionali. Hanno speso soldi per adeguarsi a tutte le normative e adesso si ritrovano con le saracinesche abbassate. Non condividiamo queste scelte. Limitare l’esercizio di alcune attività e lasciarne aperte altre non è convincente – aggiunge – . Nella precedente chiusura, parrucchieri, barbieri ed estetisti erano sullo stesso livello. Credo che vada compiuto uno sforzo generale per poter riportare anche gi estetisti sullo stesso piano dei parrucchieri. Gli operatori di questi settori si erano organizzati bene per gestire in modo responsabile, per ridurre i rischi e contenere la diffusione del contagio».

C’è molta rabbia tra gli associati che guardano con preoccupazione al loro futuro. «Sono davvero molto preoccupata – interviene Roberta Pennoni del centro estetico Studio 36 – Gli unici che non possono fare niente siamo noi e le palestre. Non è una zona rossa per tutti e mi sembra discriminante. Se trovano il modo per far lavorare tutti devono trovarlo anche per noi. Come lavorano i truccatori in tv possiamo farlo anche noi. Paghiamo le tasse. Non capisco poi con quale criterio abbiano fatto la distinzione con i parrucchieri. Anche da noi i clienti entrano uno per volta. Ci hanno fatto spendere un sacco di soldi ma poi nessuno ha mai fatto un controllo. Potrei capire la chiusura qualora avessero riscontrato situazioni di mancata sicurezza, ma siamo tutti in regola, conformi alle normative». Insomma, emerge una situazione di sconforto e anche di confusione tra la clientela. «Infatti è così – conclude Pennoni – , essendo aperti i parrucchieri, i clienti pensano che possano essere aperti anche i centri estetici, visto che nel precedente lockdown erano stati chiusi e aperti insieme. C’è anche da dire che gli estetisti, come i parrucchieri, hanno saputo offrire con professionalità quella sicurezza che era stata messa a rischio dal dilagare di operatori abusivi».