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«Dai Comuni serve di più per sopperire alle mancanze del governo». Le richieste dei commercianti apuani

Confcommercio sul passaggio della Toscana a zona rossa: «Servono aiuti senza precedenti per una emergenza senza precedenti, perché in ballo e a rischio non c’è soltanto il tessuto produttivo dei nostri territori, ma anche quello occupazionale e di conseguenza sociale»

MASSA CARRARA – «L’entrata in vigore della “zona rossa” in Toscana avvenuta ieri (domenica) ci ha subito riconsegnato triste immagini delle nostre città e dei nostri paesi che speravamo di non rivedere più: strade e piazze deserte, pochissime persone in giro e la bruttissima sensazione di essere di nuovo dentro a un tunnel. Ma a preoccupare sono anche, e forse soprattutto, lo sconcertante atteggiamento e i messaggi completamente sbagliati che arrivano da esponenti del Governo e dalle più alte istituzioni che questo Paese dovrebbero guidarlo e non confonderlo ancor di più di quanto già non lo sia». Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara lancia così un nuovo allarme sulle modalità di gestione dell’emergenza sanitaria, ricordando come alla fine a pagare il prezzo più caro saranno le imprese e i loro lavoratori.

«Nel corso dell’ultimo weekend – prosegue l’intervento dell’associazione – ci siamo trovati costretti ad assistere a decisioni e prese di posizione fuori da ogni logica e prive di ogni forma di rispetto verso il mondo degli imprenditori. In primo luogo, ecco venerdì scorso l’improvviso annuncio del ministro Speranza che trasforma la Toscana da regione a rischio arancione in zona a rischio rosso, appena 48 ore dopo il passaggio da zona gialla a zona arancione. Nessuno di noi vuole confutare dati scientifici che non sono per ovvi motivi di nostra competenza, ma abbiamo invece molto da ridire sulle modalità di comunicazione ai cittadini, che giustamente di fronte a quelle che appaiono come decisioni schizofreniche non capiscono e vanno ancor di più in confusione. Per far capire ancora meglio che cosa intendiamo, giova ricordare come soltanto giovedì sera, circa 20 ore prima che dal Governo arrivasse l’annuncio della zona rossa, il governatore della Regione Eugenio Giani avesse firmato una ordinanza dove chiariva le nuove modalità di spostamento fra Comuni previste per le zone catalogate a rischio arancione. Dimostrando dunque di non essere minimamente a conoscenza dell’imminente “cambio di colore” per la Toscana».

«Subito a ruota – prosegue Confcommercio -, sono arrivate poi le sconcertanti riflessioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul raccoglimento spirituale del Natale e la necessità secondo lui di viverlo in modo isolato: parole che suonano come una autentica presa in giro per decine di migliaia di attività commerciali di tutta Italia, e per centinaia di migliaia di lavoratori del settore  che di fronte allo sconforto di oggi pregano di poter recuperare almeno una minima parte di quegli incassi che garantiscano loro la sopravvivenza proprio con lo shopping del periodo festivo.»

«Infine – insiste Confcommercio -, ecco le parole del virologo Massimo Galli che propone come “ricetta” ai cittadini di effettuare i loro regali di Natale attraverso i portali online, evitando così di uscire e andare nei negozi tradizionali. Parole, queste, che hanno provocato una durissima e giustissima protesta da parte dei commercianti di tutta Italia, alle quali ci associamo con forza. Come andiamo ripetendo da mesi, il mondo del commercio e delle sue piccole imprese è quello che sta pagando il prezzo più caro a questa pandemia, di cui nessuno di noi nega la gravità e la necessità di contrastarla. Ma i tentennamenti, le decisioni controverse e spesso in contraddizione fra loro, la mancanza di rispetto e ancora di più la mancanza di aiuti ai nostri imprenditori che stanno contraddistinguendo l’azione di Governo no, questo proprio non lo possiamo accettare.»

«Ecco perché oggi più che mai ci rivolgiamo alle amministrazioni comunali dei nostri territori, – conclude Confcommercio – tutte indistintamente, perché facciano tutto il possibile e anche l’impossibile per sopperire alle gravissime lacune degli enti sovraordinati, che chiamano in causa non soltanto il Governo, ma anche quella Regione Toscana che già durante il lockdown non aveva brillato per efficienza e che oggi, con una nuova guida, purtroppo non ha cambiato passo. Alcuni Comuni hanno promosso già iniziative lodevoli sotto forma di concessione gratuita del suolo pubblico, sgravi fiscali e contributi a fondo perduto, ma ancora non basta e pensiamo ad esempio all’assenza di azioni incisive a sostegno degli affitti. La battaglia contro la pandemia  è ancora lunga: come abbiamo detto tante volte, servono aiuti senza precedenti per una emergenza senza precedenti, perché in ballo e a rischio non c’è soltanto il tessuto produttivo dei nostri territori, ma anche quello occupazionale e di conseguenza sociale.»