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«Cup, questo nuovo bando è un’ingiustizia nei confronti di lavoratrici e lavoratori»

Cisl e Cgil intervengono sul concorso indetto da Asl, Estar e Regione

MASSA-CARRARA – «Asl Toscana Nord ovest, Estar e Regione Toscana facciano chiarezza. In data 27 ottobre abbiamo appreso che sarebbero in uscita concorsi per la assunzione di operatori videoterminalisti che sarebbero adibiti alle attività di Cup. Dalle notizie ufficiose, non ancora pubblicate sul sito di Estar sembrerebbe che i posti messi a concorso sarebbero addirittura sessanta divisi tra le tre macro Asl». La Fp Cisl Toscana nord interviene sulla questione relativa ai dipendenti dei Cup.

«La notizia – dice il sindacato – arriva all’indomani della recrudescenza del covid e all’indomani di un lungo periodo di protesta e tensione che ha visto impegnati e preoccupati centinaia di lavoratrici e lavoratori, precari, part time, con contratti assimilati alle ditte delle pulizie. Ebbene quei lavoratori “strozzati” dai tempi imposti da Estar nel passaggio di appalto hanno sottoscritto contratti di lavoro identici ai precedenti con molte ore di lavoro non contrattizzate. L’impegno delle ditte appaltatrici è quello di incontrare le organizzazioni sindacali entro i 90 giorni che ormai stanno scadendo per definire eventualmente una rimodulazione dei contratti. Questa settimana trapela questa notizia che creerebbe ulteriore frammentazione e confusione tra le lavoratrici e lavoratori già divise da contratti di lavoro diversi (contratto multiservizi e contratto delle cooperative sociali)».

«Nel periodo precedente agli scioperi estivi, ci furono incontri con la Regione Toscana e ci furono interpellanze da noi richieste tese a stabilizzare i ventennali precari dei Cup. Il cambio di guida della Regione Toscana non deve perdere di vista questo obiettivo equiparando davvero lavoratrici e lavoratori che svolgono le stesse mansioni con livelli salariali diversi nell’ambito toscano ma anche all’interno della stessa Asl. Rivendicheremo questa necessità e dovremo riprendere il percorso con la Regione Toscana ma di certo la risposta non può essere un bando parziale che non rende giustizia alle lavoratrici e lavoratori del Cup da sempre impiegato in prima linea come front office della ASL. La Cisl Fp non ci sta».

LA CGIL: «SFUMATA ALTRA POSSIBILITÀ DI CAMBIAMENTO»

E sull’argomento dice la sua anche la Cgil. Riportiamo di seguito la nota fimrata da Sebastiano Salaro, segretario provinciale Filcams Cgil.

È sempre buona cosa quando si creano nuove opportunità di impiego, soprattutto in un momento davvero critico come quello che stiamo vivendo. Se non fosse che quando si preannuncia l’uscita di un bando Estar per 60 posti di lavoro da operatore tecnico specializzato, le lavoratrici e i lavoratori già in servizio da anni nei Cup regionali in appalto inevitabilmente sobbalzino sulle sedie. Si preannuncia l’assunzione di 20 lavoratori e lavoratrici in ogni Asl della Tno, inquadrati come operatori tecnici specializzati, assunti con contratto del comparto sanità pubblica a tempo indeterminato dal Ssr che verranno impiegati come videoterminalisti per i centri unici di prenotazione. Il bando in questione uscirà a pochi mesi dalla “battaglia” per la dignità che tante lavoratrici e lavoratori dei cup toscani hanno portato avanti denunciando la loro annosa situazione di disagio: da anni forniscono una vasta gamma di servizi esternalizzati, accumulano know-how, ampliano le proprie competenze, si formano e si specializzano, vedono le proprie mansioni crescere a fronte di stipendi che restano i medesimi, o addirittura si riducono. A ogni cambio appalto il passaggio non è “indolore”, ne è un esempio lampante il cambio appalto Cup front office finalizzato nel 2012, che ha visto un cambio Ccnl con conseguente perdita degli scatti di anzianità pregressi, un drastico taglio delle ore contrattuali che in numerosi casi è stato di più del 50%, e un abbassamento del livello di inquadramento contrattuale, che assolutamente non ha rispecchiato le reali mansioni svolte. Nella provincia di Massa-Carrara, ai lavoratori e lavoratrici del Cup è a tutt’oggi applicato il CCNL Multiservizi, scaduto da ormai 7 anni. Tantissimi hanno contratti in essere con un monte ore mai adeguato alle reali ore lavorate, alcuni hanno ancora in essere contratti che vanno dalle 15 alle 20 ore settimanali. Parliamo di lavoratrici e lavoratori con figli a carico, parliamo, ancora una volta, di quel senso di precarietà che sembra essersi ormai incancrenito in questo settore. Sarebbe auspicabile pensare ad azioni concrete nell’ottica di dare stabilità ad un settore nevralgico dell’Azienda Sanitaria come il Cup, prima interfaccia con l’utenza, e in prima linea durante tutta la prima fase emergenziale, il lockdown e ora nella seconda ondata di covid-19. Perché non può essere mai una soluzione stabilizzare le risorse già in essere nel sistema, integrate nella sostanza ma mai nella forma, presenza importante ma evidentemente ingombrante? Si è parlato a più livelli di possibili percorsi futuri di internalizzazione del servizio, ma sarebbe importante nell’immediato, finché lo stesso rimarrà esternalizzato, garantire condizioni contrattuali stabili, magari migliorabili, per ridare finalmente dignità a tante lavoratrici e lavoratori che ciclicamente si trovano a dover lottare per il proprio posto di lavoro, e che di fronte a futuri bandi come quello in questione, vedono sfumare ancora una volta una possibilità di cambiamento.