LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Ci sacrifichiamo per salvare il Natale, ma servono aiuti immediati e concreti (anche dai Comuni)»

I rappresentanti di settore di Confartigianato pronti a fare la loro parte chiedono supporto anche agli enti locali: «Sospensione delle imposte locali come la Tari»

MASSA-CARRARA – “Chiudiamo oggi, facciamo un enorme sacrificio per salvare il Natale sperando di poter recuperare per le feste tutto ciò a cui oggi rinunciamo. Lo facciamo per un profondo senso di responsabilità nel momento in cui il nostro paese, come tutto il mondo, sta affrontando un momento difficilissimo. Siamo certi che non sono i ristoranti, i bar, le pasticcerie gli untori del Paese ma siamo anche consapevoli che ogni limitazione agli spostamenti rappresenta una barriera alla diffusione del virus. Sacrifichiamo la nostra passione, il nostro lavoro e speriamo che gli aiuti previsti dal Governo nel Decreto Ristoro siano rapidi e sostanziosi. Destinati stavolta solo a chi davvero subirà un danno dalle ultime restrizioni”. È l’appello unitario emerso dalla riunione dei rappresentanti della categoria all’interno di Confartigianato, Gabriele Giovanelli, presidente del settore alimentazione e titolare del ristorante La Terrazza del Conte di Marina di Carrara, e Roberto Boggi, titolare del ristorante Interno 23 di Carrara.

Una posizione condivisa che è emersa al termine dell’incontro avuto con il direttore Gabriele Mascardi. “È evidente che in questi tre mesi qualcosa non ha funzionato, che a livello nazionale e regionale non siamo stati capaci di farci trovare pronti sotto il profilo sanitario alla seconda ondata di Covid19. Ma non è il momento delle recriminazioni, di cercare colpevoli. È il momento della responsabilità collettiva, della solidarietà. E noi siamo pronti a fare la nostra parte, a dare l’esempio – sottolineano Giovanelli e Boggi -. È meglio chiudere adesso, anche per un mese, piuttosto che ritrovarci con le serrande abbassate a Natale e per tutto il periodo delle feste. Perché quei giorni saranno decisivi per poter dare nuovamente fiato all’economia, così come è accaduto durante l’estate. Un periodo che non possiamo permetterci assolutamente di perdere”.

Sacrificio professionale che non può essere un salto nel vuoto: secondo Confartigianato, serve un salvagente da parte del governo che non può però essere un gettito indiscriminato di risorse a pioggia e al momento il Decreto Ristoro sembra andare in quella direzione: “Speriamo di aver imparato dagli errori del passato – proseguono Giovanelli e Boggi -. Il bonus da 600 euro visto durante il lockdown deve restare un brutto ricordo. Ben venga l’abolizione del versamento della scadenza della seconda rata Imu e la sospensione dei contributi per i lavoratori delle aziende interessate dal Dpcm. I contributi a fondo perduto previsti per le aziende stavolta sembrano avere una logica, con accreditato diretto sul conto corrente bancario o postale dei soggetti che hanno già ricevuto il contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge Rilancio. Per i ristoranti le somme vanno da circa 5mila euro (per quelli con fatturato fino a 400mila euro) per arrivare a 13.390 per quelli fino a 5 milioni di fatturato. Oltre il contributo a fondo perduto sarà di 25mila euro. Ora chiediamo che queste risorse vadano a chi ne ha davvero bisogno e che arrivino in fretta, entro la metà di novembre. Ma chiediamo anche lo stop per il mese di novembre di altre imposte e tariffe e l’appello lo rivolgiamo ad esempio ai Comuni per quanto riguarda la Tari o altri balzelli locali. Sarebbe utile poi da parte del Governo un credito d’imposta totale sul pagamento dell’affitto, per esempio”.

Le risorse dovrebbero esserci. Altrimenti c’è il modo di trovarne in più senza dover per forza fare ulteriore debito. E Giovanelli lancia una proposta provocatoria: “L’emergenza Covid19 ha chiesto sacrifici a tantissime persone. Ma se sacrificio collettivo deve essere, che lo sia per tutti stavolta. Per questo crediamo che molte risorse da destinare all’aiuto delle categorie in difficoltà si possano trovare tagliando, per un mese, salari ed emolumenti a politici e dirigenti della pubblica amministrazione. Come associazione di categoria restiamo a disposizione per accogliere le istanze de gli esercenti che si trovano in difficoltà, compresi bar, gelaterie, pasticcerie e tutto il mondo della ristorazione”.