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«Imm sta morendo e nessuno ha mai visto quel piano di risanamento». Toni accesi in Consiglio

Il Consiglio comunale ha ratificato lo stop dei 600 mila euro a IMM, l'opposizione: "Il piano di risanamento è rimasto all'oscuro dei consiglieri"

CARRARA – Il Consiglio comunale del 2 settembre, svoltosi durante l’agitazione dei dipendenti della fiera, ha approvato la sospensione degli effetti della deliberazione comunale del 29 giugno scorso per l’autorizzazione al ripiano perdite pro quota di IMM. Un atto che è stato illustrato dal vicesindaco Matteo Martinelli: “Si tratta sostanzialmente di sospendere gli effetti della precedente delibera con cui il Consiglio comunale decideva di erogare 612 mila 300 euro a favore di Imm così come previsto dal piano di risanamento presentato dall’azienda. La Corte dei conti ha bloccato l’intervento che era stato predisposto dall’azienda e appoggiato dai due soci di riferimento per intervenire in questo momento di grave difficoltà. Va chiarito se esso sia o meno compatibile con l’articolo 14 della legge Madia. Proponiamo di sospendere gli effetti della deliberazione in attesa che gli organi deputati facciano chiarezza.”

“Martinelli, si dimetta – attacca tranchant Massimiliano Bernardi – ha fatto peggio del sindaco. Da tre anni chiedo che i bilanci vengano resi pubblici. Il presidente Fabio Felici se la prende con tutti ma non si assume alcuna responsabilità. Chiedo al sindaco e all’assessore Martinelli di fornire curriculum del direttore e del responsabile marketing, nonché i relativi compensi. Il direttore dispone anche di benefit? Se è vero quanto afferma l’ex presidente Giorgio Bianchini a mezzo stampa, cioè che sono andati in fumo 7 milioni, possiamo conoscerne i motivi?”

Giuseppina Andreazzoli (PSI) sottolinea la mancanza di un piano di risanamento consultabile: “Mediamente la fiera ha sempre avuto una perdita di circa un milione l’anno, tant’è che la precedente amministrazione ha accantonato 600 mila euro. Non entro nel merito degli stipendi, ma un anno fa in commissione ci è stato presentato un piano di risanamento a parole, senza nessun documento a supporto. Abbiamo chiesto che il Consiglio fosse costantemente aggiornato, e così non è avvenuto. Il documento è stato votato dai consiglieri senza che nessuno l’avesse visto.!

Cristiano Bottici (PD) ricostruisce gli eventi degli anni passati: “I soci hanno immesso risorse all’interno della società perché era stato prospettato il risanamento nel 2020. Nel momento in cui la data è slittata al 2025 siamo arrivati a un palese contrasto coi tre anni previsti della legge Madia, per questo al momento di votare la prima delibera in Consiglio siamo usciti dall’aula. Oggi parliamo di una perdita annuale che va ben oltre un milione.”

Impietoso il confronto col passato condotto dal consigliere Andrea Vannucci: “E’ vero che quella società ha sempre avuto bilanci che hanno avuto bisogno di un ritocco, ma vogliamo paragonare un’azienda florida, che investe, con un centro studi che è un fiore all’occhiello, con una che fa lo stinco alla festa della birra e perde milioni? L’azienda sta morendo, non parliamo di piccoli errori, e continua a non far niente di quello che potrebbe e dovrebbe fare. Come si fa a dire che le perdite di oggi dipendono da quelle di sette anni fa, o che la causa della crisi della fiera sia la biennalizzazine? Una volta Imm aveva una prospettiva di vita sicura, oggi ha paura di morire. I numeri sono imbarazzanti, e non credo sia responsabilità della Regione e del Comune. Semmai il Comune ha abdicato la sua funzione di controllo. Chi nella governance dell’azienda ha presentato conti sbagliati va sbugiardato, la storia di “quelli di prima” e di tre anni fa fa ridere i polli. La IMM è nata ed è fiorita come fiera di altri marmi e altri graniti, non del marmo di Carrara, nonché delle macchine, perché la lavorazione qui era un’eccellenza e c’era la capacità di commercializzazione. Quand’è crollato il sistema del granito e quello della commercializzazione più vasta, si è cercato di riconvertire il sistema del marmo. Una delle difficoltà è stata rappresentata dallo scontro col distretto della Versilia. Dieci anni fa c’erano fior di fiere che andavano avanti, quindi non è vero che la colpa è di quelli di dieci anni fa. C’è voluta la Corte dei conti per evitare al Consiglio di sperperare soldi pubblici; se fosse intervenuta a posteriori, chi ne avrebbe risposto? Non è giusto che l’assise vada lasciata all’oscuro di queste vicende, il piano di risanamento andava letto e verificato. Si vada in azienda e si chieda una strategia di sviluppo aziendale.”