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Crisi Imm, lavoratori in sciopero. I sindacati: «3 milioni per salvare la società»

Cgil, Cisl e Uil intervengono alla vigilia del Consiglio comunale: «Alla fine la pagheranno solo i dipendenti. E a questo ci opponiamo con forza»

CARRARA – Imm, scatta lo sciopero dei lavoratori alla vigilia del Consiglio comunale che si dovrà occupare della crisi dell’azienda fieristica. «Le categorie sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – scrivono i sindacati – apprendono dalla stampa le preoccupazioni del presidente Fabio Felici sulla situazione Imm. E riscontrano che adesso si scopre che, invece di un rilancio della società, e di un miglioramento dei costi e dei prodotti da sempre sbandierato da Felici e dalla direzione aziendale sotto la gestione degli ultimi 5 anni, appare necessario trovare 3 milioni per salvare la società. Vogliamo ricordare al dottor Felici che da anni le organizzazioni sindacali hanno condiviso le preoccupazioni dei lavoratori e la mancanza di dialogo con la direzione aziendale che, come si spiega a parte, in molti casi non ha ascoltato le indicazioni dei lavoratori e ha voluto comunque andare avanti, pur se veniva dimostrata».

«L’inefficacia delle azioni poste in essere se non addirittura un danno per la società. Questo per il marmo come per 4x4fest, nautica e compositi e per altre iniziative. Se, come afferma Felici, nel 2015 i soci avevano scelto, tra le sue proposte, il rilancio della società e dei suoi prodotti con il mantenimento dei lavoratori, ben poco si è visto di questo in termini di risultato. Anzi fiere che avevano un margine positivo (per esempio Seatec 2015 +275.000 euro, Marmotec 2016 +200.000 euro) sono state abbandonate dalla governance aziendale adducendo ragioni di finanziamentiregionali a fiere concorrenti (Viareggio con la nautica) o di opposizione degli industriali locali, senza verificare i piani di promozione delle iniziative. Non si sono migliorati i prodotti esistenti e, come afferma sulla stampa Felici, si sono presentati con il direttore e con la responsabile comunicazione più progetti (quali?) per nuovi eventi con correlata richiesta, data la situazione finanziaria, di un aiuto start-up, mai concesso. Ricordando anche le note della Corte dei conti sulle collaborazioni (400.000 euro) che comparivano nel bilancio 2018, approvato nell’ottobre 2019 dall’assemblea dei soci. Le conclusioni le vediamo purtroppo oggi. Ed è inutile che ogni parte politica cerchi di addossare ad altri le colpe, ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e dare risposte ai lavoratori».

«Per questo – annunciano i sindacati – da ieri mattina 31 agosto, con stato di agitazione aperto dal 27 luglio, i lavoratori riuniti in assemblea hanno dichiarato lo sciopero immediato. E le categorie sindacali richiedono nuovamente un tavolo (peraltro già chiesto da anni e mai concesso) dove siano presenti tutti insieme Comune e Regione (che si rimpallano le ultime responsabilità di mancati accordi promessi ai tavoli istituzionali e non mantenuti), vertici aziendali, presidente e direttore (che non hanno fatto nessun passo indietro e continuano a non prendersi responsabilità), organizzazioni sindacali, lavoratori e associazioni di categoria. Per evitare che ognuno dica la sua sempre a propria difesa. Alla fine, come già detto, la pagheranno solo i lavoratori. E a questo ci si oppone con forza».

«Attendiamo – concludono – risposta concreta e immediata dalle istituzioni, dalla politica e dal mondo imprenditoriale. E che venga fissato questo incontro. Per fare chiarezza e per garantire, cosa che alle organizzazioni sindacali preme, la salvaguardia dei posti di lavoro».