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Le Istituzioni Informano di La Voce Apuana - Confartigianato

«Decreto rilancio, la Pubblica Amministrazione non ha pagato 11 miliardi di debiti ai fornitori»

MASSA-CARRARA – “Anche quando le risorse economiche sono accessibili ad un costo molto contenuto, la Pubblica Amministrazione non paga i propri fornitori”. La denuncia è sollevata, a seguito di un’indagine svolta dal centro studi confederale, da Confartigianato Imprese Massa-Carrara in una nota stampa del direttore Gabriele Mascardi. “Tramite la Cassa Depositi e Prestiti – ha evidenziato Mascardi – il decreto Rilancio ha messo a disposizione delle Aziende Sanitarie Locali, delle Regioni e degli enti locali 12 miliardi di euro per liquidare i debiti commerciali maturati prima della fine del 2019. Entro lo scorso 7 luglio le articolazioni periferiche della PA avrebbero dovuto presentare la richiesta di denaro, sembra invece che, sia stato richiesto solo un miliardo. La conferma di questo clamoroso flop emerge dalla lettura del decreto Agosto che all’art. 55 ha disposto  la riapertura dei termini per la presentazione della domanda alla Cassa Depositi e Prestiti. Pertanto, ASL, Regioni ed enti locali potranno chiedere l’anticipazione di liquidità per pagare i creditori tra il 21 settembre e il 9 ottobre prossimi”.

“Inoltre, da una segnalazione riportata dalla Corte dei Conti  – ha proseguito Mascardi – si starebbe consolidando una tendenza in atto da alcuni anni che vede le Amministrazioni pubbliche saldare con puntualità le fatture di importo maggiore e ritardare intenzionalmente la liquidazione di quelle di dimensione meno elevate. Un’immorale modalità operativa che, ovviamente, penalizza le piccole imprese che, generalmente, lavorano in appalti o forniture di importi nettamente inferiori a quelli riservati alle attività produttive di dimensione superiore. Insomma, ancora una volta, incuranti del dramma economico attuale,  ognuno continua per la propria strada senza un briciolo di buonsenso con la conseguenza di veder andare in rovina migliaia imprese. Invitiamo  dunque – ha concluso il direttore – tutte le forze politiche, anche in vista delle prossime elezioni regionali,  ad attivarsi nei confronti dei vari organi esecutivi degli enti affinchè si possa addivenire al più presto ad una soluzione delle problematiche sopra esposte, ed in ogni caso, nelle more di questo impasse, a promuovere ciò che Confartigianato da anni chiede: la compensazione diretta e universale tra i debiti e i crediti degli imprenditori verso la Pubblica Amministrazione. E che l’appello non caschi nel vuoto di chi non vuol sentire”.