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Don Gnocchi, i lavoratori tornano in piazza. «Mancato rinnovo contratto, è una vergogna»

Il segretario della Uil Fpl Massa-Carrara, Claudio Salvadori: «Condanniamo il comportamento delle associazioni Aiop e Aris. Il 24 agosto tutti a Firenze»

MASSA-CARRARA – “Don Gnocchi, siamo pronti a scendere ancora in piazza con tutti i lavoratori. La battaglia per il rinnovo del contratto della sanità privata, fermo ormai da oltre 14 anni, non è finita. E’ una vergogna il comportamento di Aiop e Aris”. Sono parole cariche di rabbia quelle del segretario della Uil Fpl Massa Carrara, Claudio Salvadori che si schiera a fianco dei lavoratori nelle iniziative di mobilitazione che interesseranno tutto il settore a livello nazionale.

“Una sfida ai ferri corti – dice la Uil – dopo che le due associazioni della sanità privata hanno rifiutato di firmare la ratifica del nuovo contratto collettivo nazionale, bloccato come detto da oltre 14 anni: neppure la grande manifestazione nazionale di piazza Montecitorio del 5 agosto è riuscita a scalfire il muro alzato da Aiop e Aris”.

“Dopo aver sottoscritto una pre-intesa – prosegue Salvadori – si sono rifiutate di siglare al ratifica. Il tentativo obbligatorio di conciliazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si è svolto il 5 agosto, ha dato l’ennesimo esito negativo. A fronte della indisponibilità di Aiop e Aris a fissare in tempi rapidi la data per la sottoscrizione definitiva della pre-intesa del contratto, non possiamo che proseguire sulla stessa linea di lotta stabilita dal 30 luglio: da quel momento, infatti, avevamo indetto lo stato di agitazione a livello nazionale, con possibili iniziative di sciopero che ora porteremo avanti. Il 24 agosto, quindi, saremo con un presidio unitario sotto la Prefettura di Firenze, a livello regionale. E il 31 agosto ci saranno presidi e assemblee in tutte le strutture Aiop e Aris”.

Il contratto della sanità privata a Massa-Carrara riguarda in particolare la Don Gnocchi, una delle eccellenze del territorio con le sedi di Marina di Massa e Fivizzano, che dal primo gennaio di quest’anno ha applicato ufficialmente il contratto nazionale della sanità privata. “Contratto bloccato però da 14 anni – conclude Salvadori – ed è una situazione vergognosa. I dipendenti hanno perso in tutti questi anni un potere d’acquisto annuale che è superiore ai mille euro. Non c’è rispetto per i lavoratori ed è inammissibile perché qui ci sono persone che sono state in prima linea contro il Covid, chiamati eroi solo quando si tratta di fare profitto per poi negargli ogni diritto. Oggi come oggi lo slogan della manifestazione nazionale resta la nostra parola d’ordine contro le due associazioni: ‘Padroni predoni coi soldi pubblici. Aris e Aiop vergogna’. Con questi soggetti non è possibile contrattare. Ora non ci rimane che la lotta e questo di certo non ci spaventa”.