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«Regolamento cave, il Comune riceve tutti ma non la Cisl»

Riceviamo e pubblichiamo dal segretario della Cisl di Massa-Carrara, Andrea Figaia.

La prossima settimana ci sarà una audizione da parte di una Commissione consiliare del Comune di Carrara, per quanto riguarda il Regolamento degli Agri Marmiferi.
Fino ad ora, nella scorsa primavera, i sindacati furono interpellati in materia di Pabe dalla Universita di Pisa, ma gli incontri con l’assessore al marmo, negli ultimi mesi, non ci sono stati.
O meglio l’assessore al marmo riceve altri sindacati – e non la Cisl – per concordare specifici aggiustamenti da portare in Regione per il Piano Regionale Cave.
Insomma un gran formicaio sotterraneo di incontri convocati via wapp tra sindacati (la Cisl chissà perché no), industriali e assessori locali e regionali, per mettere a posto, aggiustare,
produrre un vestitino su misura, ad hoc, per consentire, probabilmente, l’insostentibile.
Pabe comunali, Regolamenti comunali agri marmiferi, piano regionale cave, un gran lavorio sartoriale ad hoc.
In questo contesto, la locale associazione industriali, un po’ incredibilmente, gioca all’attacco. Come se potesse permetterselo.
Il Comune di Carrara invece non capisce che una volta ottenuto dalle normative comunali ciò che già avevano, cioè sostanzialmente una fotografia di quello che già è, gli industriali procedereanno in giudizio per ottenere dai Tribunali tutto ed il massimo ancor di più ottenibile.
Ambiente, sicurezza sul lavoro, contingentamento delle quantità escavate, cave che producono blocchi al di sotto della percentuale prevista, beni estimati ormai diffcilmente estimabili, insomma un gran pasticciare.
Pare a chi scrive, che le modalità di escavazione, l’impatto sulle nostre amate montagne apuane, il sempre più limitato ritorno occupazionale, la grande distanza tra gli enunciati e la realtà in materia di sicurezza sul lavoro (tre infortuni definiti ‘gravi’ solo gia nel 2020 per non parlare del gran numero di morti sul lavoro negli anni scorsi) ecco, tutto questo combinato insieme, abbia ormai creato direi sorpassato un contesto etico accettabile, non solo in termini generali, di gruppo ma anche individuali, creando gravi e reiterate azioni contro la natura che deve essere invece rispettata in quanto creata.
Sarebbe bene che questi ‘ricchi epuloni’ iniziassero a rendersi conto del Rubicone morale superato, senza scagliarsi contro sindacalisti che cercano di fare quanto ritengono giusto.
Proprio noi che spesso ci siamo distinti dalle altre OO.SS. confederali, in materia di marmo, non possiamo accettare certe modalità un po’ troppo spavalde, che non testimoniano certo alcuna autorevolezza.