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Sfitto un fondo commerciale su 4 a Massa. Il Comune presenta il piano

Lunedì 13 gennaio l'incontro pubblico per illustrare il progetto dell’amministrazione Persiani. L’assessore Balloni: «»

Lunedì 13 gennaio, il sindaco di Massa, l’assessore al bilancio Pierlio Baratta e l’assessore alle attività produttive Paolo Balloni incontreranno i commercianti del centro storico a palazzo civico per un evento pubblico per illustrare il piano del commercio che dovrà approvare nei prossimi mesi. Lo scopo è quello di creare un quadro conoscitivo sul quale poi redigere i vari regolamenti che verranno discussi in consiglio comunale: il regolamento dei dehor, quello legato alle insegne e quello per la tutela delle botteghe storiche. L’incontro avviene in conformità con la legge regionale 62 del 2018 e segue due riunioni già avvenute tra l’assessore Balloni e i commercianti delle gallerie Leonardo Da Vinci e Michelangelo.

L’iniziativa è fissata per il 13 gennaio, alle 18,30, in comune ed è rivolto agli esercenti del centro città “per avviare percorsi di innovazione e rilancio del territorio”, ha spiegato l’assessore Paolo Balloni.

Oggi dei 190 fondi ad uso commerciale del centro, 50 risultano sfitti e a sorpresa non è la zona a traffico limitata a determinare la maggior concentrazione di spazi vuoti. “Nell’area della Martana risulta la più alta concentrazione di fondi sfitti di tutto il centro città – spiega Balloni – Eppure è la zona della città con più parcheggi a disposizione”. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di limitare ulteriori chiusure e perché no trovare degli strumenti per incentivare le aperture, il piano potrà limitare le attività presenti in una data strada e la loro natura. “Personalmente sono per bilanciare la scelta politica con le evidenze di tipo tecnico. Con questo strumento vedremo che senso dare al commercio locale”. Evitare la desertificazione commerciale è un altro obiettivo del Comune, anche a fronte della chiusura di diversi negozi, da ultimo quello della Timberland di via Ghirlanda. Novità potrebbero emergere anche sul piano del costo degli affitti: “Stiamo pensando di determinare una sorta di canone che possa essere considerato un canone convenzionato, calmierato, per migliorare l’accesso ai fondi”.