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Nubi fosche sulla Sanac: indetto sciopero nazionale

Il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia interviene sulla questione Sanac dopo l'incontro a Roma: «La luce in fondo al tunnel si è spenta». Nel frattempo, il deputato Cosimo Ferri all'attacco: «Governo assente»

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Ha avuto luogo questa mattina a Roma una riunione plenaria organizzata dal Ministero dello Sviluppo Economico dedicata alla Sanac di Massa-Carrara, impresa legata all’Ilva di Taranto e attualmente in amministrazione straordinaria. L’azienda dovrebbe essere rilevata dalla multinazionale dell’acciaio Arcelor Mittal, la quale ha chiesto una proroga del termine per la conclusione della negoziazione, estendendo l’offerta e la relativa fideiussione fino al 30 settembre 2019.

Sulla questione è intervenuto il segretario provinciale della Cisl Andrea Figaia: “Le novità – ha dichiarato alla Voce Apuana – sono sempre peggiori. Fino ad aprile si parlava di calo di produzione, oggi si parla di produzione che da luglio non ci sarà più. I contratti a tempo determinato sono a rischio rinnovo, e non è da escludere il ricorso alla cassa integrazione. Quella luce in fondo al tunnel che ci avevano fatto intravedere ad aprile, oggi si è spenta”. E sulle possibili azioni da intraprendere, il segretario annuncia: “Faremo quello che ci consentono la legge e il diritto del lavoro, ovvero uno sciopero a livello nazionale dei quattro stabilimenti e, a livello territoriale, un incontro istituzionale cui parteciperanno anche il sindaco di Massa Francesco Persiani, il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e il prefetto Paolo D’Attilio.

“Vogliamo inoltre porre l’accento su un’altra nostra richiesta – prosegue Figaia – quella di non far calare l’attenzione sulla sicurezza. Si stanno verificando infortuni e non vorremmo che le cose si aggravassero. Domani faremo un’assemblea nello stabilimento e porteremo a conoscenza i lavoratori riguardo alle varie problematiche, mettendo poi a voto le azioni da intraprendere”.

Duro è l’attacco da parte del deputato del Pd Cosimo Ferri al ministro Luigi Di Maio e al governo: “Un governo assente. Lo stabilimento continua ad andare avanti soltanto grazie alla responsabilità, alla serietà e alla professionalità dei lavoratori, ma questo stato di incertezza non aiuta e non consente di gettare le basi per nuovi investimenti e per costruire il rilancio della azienda. Di fronte a questo scenario emerge tutta l’approssimazione di un Ministro che non ha alcuna idea sullo sviluppo industriale di questo Paese e continua a fare promesse e sceneggiate mediatiche”.

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