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«Spa extralusso a Nca, ma le condizioni dei lavoratori arretrano»

La Cgil va all'attacco del patron Giovanni Costantino che ha presentato la nuova struttura per armatori ed equipaggi dove prima sorgeva la mensa del cantiere di Marina di Carrara

«Dove c’era la mensa con tanto di servizio e cucina in cui tutti i lavoratori potevano consumare un pasto caldo seduti a un tavolo, si è costruito un “village” con tutti i confort, ma i lavoratori ora mangiano in un refettorio con uno scaldavivande e si devono portare il pranzo da casa in un pentolino, come nel secolo scorso. Molti lavoratori degli appalti in compenso mangiano un panino sulla strada». Lo afferma Massimo Braccini segretario generale della Fiom-Cgil che va all’attacco di Giovanni Costantino e dei vertici di Admiral-Technomar-Nca che hanno presentato la nuova spa extralusso dedicata ad armatori ed equipaggi dei megayacht realizzata dove sorgeva la vecchia mensa di Nuovi Cantieri Apuania.

«Bisogna ricordare – sottolinea il sindacalista – che le mense aziendali furono una delle grandi conquiste sindacali e un elemento di emancipazione per i lavoratori dove tutti potevano consumare i pasti insieme sia che fossero dipendenti diretti o delle ditte in appalto. Come nulla fosse a Nca è stato messo in discussione il servizio mensa e non per sostituirlo con uno migliore.
Una parte dei locali potevano essere adibiti alla costruzione di una mensa ancora più moderna e con più confort per tutti i lavoratori del ciclo produttivo, ma si è scelto volutamente di fare altro.
I problemi legati alle condizioni lavorative stanno ulteriormente aggravandosi, in un sistema fatto sempre più di appalti di sub appalti e tendente a competere sulla riduzione del costo del lavoro».

«Mancano le professionalità – prosegue Braccini – e bisogna definire una strategia regionale che dia un indirizzo strategico a tutto il settore dove permane anche una concorrenza tra gli stessi cantieri produttori che sempre più si gioca sul costo del lavoro. Abbiamo interesse anche noi che vi siano investimenti e che il settore abbia prospettive, crei ricchezza e occupazione, ma siamo di fronte a modelli produttivi distorti che rischiano di essere effimeri. Lo sviluppo cammina tutto assieme, il miglioramento delle condizioni dei lavoratori che costruiscono yacht di lusso deve essere una priorità che va di pari passo alla costruzione di bar, centri relax e punti di ristoro specifici, perché non esisterà mai nessuna modernizzazione se fatta contro i lavoratori».