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«Se Legambiente vuole la chiusura delle cave lo dica chiaramente»

Gli industriali di Massa-Carrara replicano all'associazione ambientalista: «Il "far west" piace a chi dice "no" all'estrazione del marmo»

“Non vogliamo continuare a rispondere agli amici di Legambiente che continuano a mistificare le nostre parole senza mai rispondere a una domanda che abbiamo posto e che è chiara: volete chiudere le cave? Volete bloccare per sempre l’estrazione del marmo a monte e bloccare la sua lavorazione al piano? E’ una domanda semplice che avrebbe bisogno di una risposta altrettanto semplice. Comprendiamo che si possa sposare la tesi che Carrara e tutta l’economia di Massa-Carrara possano rinunciare alla voce occupazionale e economica più importante e scegliere definitivamente la strada della decrescita infelice. E’ legittimo pensarlo ed è legittimo sostenerlo. Però nella chiarezza. Così come è altrettanto legittimo da parte nostra difendere le ragioni di chi fa impresa e con la propria azienda costruisce valore e lavoro. E lo fa, quotidianamente, nel rispetto dello Stato di diritto.”

E’ quanto dichiarato dall’Associazione Industriali di Massa-Carrara in replica a Legambiente, sulla questione relativa alle cave Michelangelo la cui attività è stata sospesa nei giorni scorsi e di cui oggi, mercoledì, si occuperà la conferenza dei servizi.

“A noi imprese – proseguono da Confindustria – il Far West non solo non piace ma anzi lo consideriamo dannoso per lo sviluppo delle nostre aziende. Nel Far West infatti non c’è lo Stato di diritto ma lo sceriffo che con grande discrezionalità può cambiare idea dalla sera alla mattina magari perché deve rendere conto a chi grida più forte nella piazza davanti al saloon. Non è Stato di diritti quello di chi vorrebbe emettere condanne nella pubblica piazza più o meno mediatica. Sarà anche un caso ma è oramai cronaca quotidiana quella di nostre imprese che vedono riconoscere le proprie ragioni davanti alla giustizia amministrativa.”

“Noi non chiediamo altro che avere certezze per poter programmare investimenti e quindi per poter stabilire in un arco di tempo medio-lungo progetti che non rischino di dover saltare per interpretazioni di norme controverse. Noi vogliamo poter continuare a lavorare nel rispetto del diritto, della sicurezza e dell’ambiente. Sappiano che lungo questa strada ci sono ancora passi in vanti da fare e siamo disposti a farli per migliorare tutto il nostro settore. Nel caso specifico delle Cave Michelangelo e delle cosiddette “rese” occorrerebbe analizzare meglio la situazione di un sistema che proprio nella filosofia dell’economia circolare punta al recupero e alla valorizzazione di quella parte di materiale che un tempo era considerata rifiuto perché scarto della estrazione e della lavorazione in cava. La stessa Omya anche grazie alla collaborazione con Carrara Marble Way garantisce la realizzazione di quel percorso virtuoso di economia circolare che costituisce il perno principale delle moderne economie proprio perché grazie alla ricerca e alla tecnologia ri-usa quello che prima veniva o gettato via o abbandonato. Un circuito virtuoso che nel nostro territorio ha ricadute positive sia dal punto di vista degli investimenti che da quello occupazionale. Noi cioè riteniamo che sia un fatto positivo se nel nostro futuro puntiamo a una valorizzazione completa del marmo riducendo a zero il materiale da scartare in modo tale da tutelare da una parte il valore economico e culturale dei blocchi e dall’altra di eliminare, riutilizzandolo, quello che un tempo era lo spreco del cosiddetto reso.”