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Il caso Bettogli spacca la Cgil: Fillea provinciale contro il regionale

Quadrelli: «Disappunto nel metodo e nel merito. Il comunicato del segretario toscano giudica senza conoscere le 7 aziende coinvolte con un linguaggio anacronistico e d’altri tempi»

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Il caso delle cave del monte Bettogli a Carrara dividono le segreterie regionali e provinciali della Cgil. Pochi giorni fa sul caso erano intervenuti Maurizio Brotini e Simone Porzio (Cgil Toscana) che si erano rivolti agli industriali affermando: «No ai ricatti occupazionali, no ad atteggiamenti padronali. Il marmo è un bene comune, bisogna salvaguardare lavoro e ambiente». Adesso, a smarcarsi da quelle posizioni è il segretario provinciale della Fillea Cgil, Leonardo Quadrelli.

«Pur nel rispetto delle opinioni altrui – ha scritto Quadrelli – come Fillea Cgil di Massa-Carrara vogliamo esprimere il nostro disappunto nel merito e nel metodo sulla posizione del segretario della Cgil Toscana Brotini uscita sui media locali in merito alla situazione delle cave di Carrara e in particolare del futuro della coltivazione di quelle operanti intorno al cocuzzolo di Bettogli. Disappunto nel metodo perché già la Cgil Provinciale aveva appena preso posizione sul tema con una votazione unanime della propria assemblea generale. Disappunto nel merito perché il comunicato giudica senza conoscere le 7 aziende coinvolte con un linguaggio anacronistico e d’altri tempi senza tener conto delle relazioni industriali che organizzazioni sindacali territoriali tengono con le stesse. Queste sono aziende sindacalizzate che hanno fatto ingenti investimenti sulla sicurezza e sull’ambiente, che sono all’avanguardia per la tracciabilità del loro prodotto e che lavorano e fanno lavorare in filiera corta sul territorio. Di certo non possono essere paragonate o riconducibili ad aziende dei padroni delle ferriere da Firenze».

«Disappunto soprattutto – prosegue Quadrelli – perché questa posizione è distante dalla base operaia e dal sentire dei lavoratori e delle lavoratrici che in tante assemblee hanno ribadito la loro disperazione di perdere a breve il posto di lavoro e, in piena autonomia, insieme al Comitato Direttivo della Fillea Cgil di Massa-Carrara, hanno deciso le azioni da intraprendere per far sentire le loro ragioni. Ribadiamo che ambiente e lavoro devono poter convivere nell’interesse della comunità ma il Comune di Carrara ha l’obbligo di dare certezze al futuro dei lavoratori e delle loro famiglie. Bisogna immediatamente aprire un tavolo politico a Carrara per decidere cosa fare su Bettogli con proposte fattibili concrete».

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