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Bettogli, Uil: «Con l’escavazione in galleria a rischio sicurezza lavoratori»

Il sindacato contro Comune e Legambiente: «Luoghi insicuri, insalubri e opprimenti. La giunta vuole limitare l'estrazione? Ci metta la faccia»

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«A sentir dire e leggere ovunque che lo ‘zuccotto dei Bettogli è il simbolo di Carrara’ ci avevamo quasi creduto, sentendoci persino stranieri in casa nostra: non ce ne eravamo mai resi conto. Così abbiamo provato a informarci ovunque, dai dizionari ai social, dalle enciclopedie a internet». Lo affermano le segreterie provinciali di Massa-Carrara di Uil e Feneal Uil.

«Eppure niente. Non siamo noi a essere impazziti: nessuno conosce Carrara nel mondo per lo zuccotto dei Bettogli. O meglio, purtroppo i Bettogli sono tristemente famosi per il tragico e drammatico evento del 19 luglio 1911 dove persero la vita dieci lavoratori tra i quali il più giovane di soli 13 anni. Certo non come simbolo iconico di Carrara. La nostra città è invece famosa per l’estrazione e la lavorazione del marmo, definita il ‘centro più importante al mondo’ in questo settore soprattutto per il marmo bianco molto pregiato».

«Non fraintendiamo, siamo contenti e orgogliosi di godere della vista dello ‘zuccotto dei Bettogli’ e siamo sicuri e confidiamo che resterà al suo posto per altri migliaia di anni. Non per questo, però, lo si può identificare come simbolo di Carrara. Quindi, come è ovvio che sia, Carrara è conosciuta per il marmo ed il marmo è la sua ricchezza e se fino ad oggi chi ha amministrato e gestito tutto ciò non lo ha fatto al meglio, non è un motivo sufficiente per buttar tutto al macero e far ricadere il peso di questa scelta sulle spalle dei lavoratori. Nell’area dello ‘zuccotto’ non esistono crinali integri. non esistono cime vergini: quella è una zona di cava. Quindi, se adesso l’amministrazione vuol limitare l’escavazione in quella zona per far tirare un sospiro di sollievo a Legambiente ha il diritto di farlo deve metterci la faccia e non nascondersi dietro commissioni o conferenze di servizi».

«Dal progetto che ci hanno fatto vedere e che è stato presentato in Comune non c’è alcuna traccia di spianamento o taglio della cima. Nonostante ciò continuiamo a leggere e a sentire frasi come ‘la cima è salva, respinto il ricatto occupazionale’. Ma chi è che vuole ricattare o strumentalizzare? Da Legambiente apprendiamo che la Conferenza dei servizi avrebbe respinto per motivi paesaggistici il progetto della cava Calocara A; negli incontri formali ed informali avuti con l’amministrazione ci è sempre stato detto che molto probabilmente quel progetto sarebbe stato bocciato e che se l’azienda ne avesse presentato un altro, rispondente alle linee che proponevano loro, sarebbe passato. A questo punto una domanda sorge spontanea come faceva Legambiente a conoscere la risposta della Conferenza dei servizi prima ancora che venisse data? Come faceva l’amministrazione a conoscere l’esito prima ancora che la Conferenza si riunisse? O il parere della conferenza è autonomo e vincolante, e quindi l’amministrazione può rivendicare di volerne seguire l’esito, oppure se il parere è influenzabile da pressioni esterne, magari già preconfezionato e non vincolante e le risposte si sanno prima o in anticipo, allora l’amministrazione deve dire con chiarezza, assumendosene gli oneri e gli onori, che questa è una sua decisione».

«Perché qui chi veramente rischia di rimetterci tutto sono i lavoratori. Quei lavoratori che dovrebbero gioire ed essere soddisfatti, come dice Legambiente, perché andranno a lavorare in galleria! Ma vi rendete conto cosa state dicendo? In tutte le parti del mondo si sta lottando per chiudere le miniere perché altamente insicure, insalubri e opprimenti e invece noi cosa vogliamo fare: aprirne di nuove. Anzi i lavoratori dovrebbero anche gioire! Ma stiamo scherzando? Ma lo sapete cosa vorrebbe dire fare una galleria nello ‘zuccotto’? Sapete attualmente quanti chiodi o tiranti ci sono per dargli stabilità? E poi questo atteggiamento che per ora riguarda i Bettogli siamo sicuri che un domani non riguarderà anche altre cave? Se volete ridurre le cave fatelo ma assumetevene la responsabilità e lasciate stare i consigli al sindacato ed ai lavoratori poiché, purtroppo, sbagliamo già abbastanza da soli. Non abbiamo bisogno che qualcuno ci insegni a farlo di più e ‘meglio’. La Uil è e sarà sempre dalla parte dei lavoratori del lavoro ed in particolare del lavorare in sicurezza».

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