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Negozi chiusi di domenica: passo avanti o passo indietro?

Il governo Conte annuncia che entro l'anno le liberalizzazioni introdotte nel 2011 saranno cancellate. Plaudono sindacati e Confesercenti, Confcommercio attendista, grande distribuzione preoccupata. Voi cosa ne pensate?

Porte sbarrate la domenica ai centri commerciali, per effetto di una legge dello Stato. Il vicepremier Luigi Di Maio annuncia che entro l’anno le liberalizzazioni introdotte dal governo Monti nel 2011 saranno superate dall’attuale governo a maggioranza Lega e Cinque Stelle (ma c’è anche una proposta Pd in merito). Niente più possibilità di rimanere aperti ogni giorno per esercizi e locali, ma una serie di regole che limiteranno di molto questa prerogativa che ha parificato la situazione italiana a quella di altri Paesi europei. Plaudono i sindacati che da tempo si scagliano contro la tirannia delle domeniche tra gli scaffali per i lavoratori, plaude Confesercenti che vede limitata la concorrenza dei grandi distributori ai piccoli negozi.

Più neutra la prima reazione di Confcommercio che aspetta di capire in cosa consisteranno queste limitazioni. Tra le ipotesi: aperture domenicali solo sotto Natale, una quota di una dozzina di domeniche dietro la cassa da calibrare a livello regionale, una deroga per i Comuni “turistici” (ma rimane da capire quali sono e secondo quali parametri…). Preoccupata la grande distribuzione che sottolinea come siano circa 19 milioni gli italiani che fanno la spesa – per scelta o per necessità – alla domenica. Sarebbero circa 50mila i posti di lavoro a rischio. Nuove reazioni da Confindustria e dalle associazioni dei consumatori sono attese nelle prossime ore.

Cosa ne pensano i lettori della Voce Apuana?
Centri commerciali chiusi per legge alla domenica. Siete d’accordo?

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