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Ex-Pignone, gli operai della Vivaldi dal sindaco: «Carrara prenda posizione»

De Pasquale: «L'impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro sarà massimo»

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Per i dipendenti della Vivaldi e Cardino il tempo stringe. Sono finiti i 75 giorni di tempo per trovare le condizioni di ricollocamento a livello sindacale e istituzionale, e giovedì 31 maggio scadrà anche la proroga chiesta dai sindacati. Ecco perché 7 degli 11 lavoratori si sono riuniti in presidio sotto il Comune per chiedere udienza al sindaco Francesco De Pasquale.

Con loro Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil, Giancarlo Leorin della segreteria della Uilm Area Nord Toscana e Luisa Pietrini, segretaria provinciale di Film Cgil. Hanno chiesto una presa di posizione netta.

“Ci siamo riuniti a Carrara – ha spiegato Gozzani – perché Avenza è un cantiere che presenta tante problematiche. Vorremmo iniziare un percorso rispetto allo yard di Avenza. Grazie alla nostra lotta e all’interessamento di Provincia, Regione e istituzioni siamo riusciti ad avere un’interlocuzione con l’azienda, che ha presentato una sua ipotesi di risoluzione della vertenza. Vorremmo che anche Carrara spingesse in questa direzione.”

Pietrini è andata oltre: “Il sindaco dovrebbe contattare sia la Vivaldi che l’Oma. A luglio scatteranno altri 52 licenziamenti.” Si tratta delle 52 unità della Fc imballaggi, azienda di subappalto di Bcube operativa allo stabilimento di Massa. “Per il momento – ha proseguito Pietrini – abbiamo l’emergenza dei lavoratori della Vivaldi e Cardino.” Uno dei tredici dovrebbe arrivare alla pensione accompagnato dal Naspi, uno ha trovato altro impiego;ad uno l’azienda ha proposto il ricollocamento a Savona.

Positiva la risposta del sindaco: “Proveremo a dare questa spinta. Vedremo che risposta ci daranno, se vorranno darcela. L’impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro sarà massimo. La nostra città è già troppo provata dal punto di vista occupazionale e non può permettersi nuovi licenziamenti”. “La nostra città, già così duramente provata dalla crisi, non può permettersi la perdita di altri posti di lavoro” e sollecitando l’azienda a “fare il possibile per garantire continuità occupazionale a questi lavoratori”. De Pasquale inoltre ha dato la propria disponibilità a incontrare i vertici di Baker Hughes per un confronto più diretto su queste tematiche.

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