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Confindustria, Ricci: "Siglato ieri l’accordo di programma per la reindustrializzazione della Provincia"

Il presidente: "Export aumentato, ma tassi di disoccupazione mai così alti. Troppa burocrazia e pochi risultati"

Il prossimo 19 ottobre anche per Massa-Carrara sarà firmato finalmente l’accordo di programma per lo sviluppo e la reindustralizzazione delle aree produttive della provincia. Ad annunciarlo è stato il presidente di Confindustria Livorno Massa-Carrara Alberto Ricci nell’assemblea generale svoltasi stamattina presso la sede di Carrara Fiere.

In apertura del suo discorso, Ricci ha fatto un bilancio dell’anno in corso sotto il profilo occupazionale per il nostro territorio: “Il 2017 è stato un anno pesante: i dati Istat registrano un tasso di disoccupazione in aumento, pari al 16,6% a Massa-Carrara il più alto in tutta la Toscana. Tuttavia, non vi è stato alcun cambio di passo nelle iniziative pubbliche. Nel quadro delle politiche industriali, gli strumenti di programmazione negoziata sperimentati hanno dimostrato una sostanziale inadeguatezza nei tempi e nei metodi di attuazione”.

“Il primo protocollo d’intesa per lo sviluppo e la reindustrializzazione delle aree produttive della Provincia Massa-Carrara risale al 22 marzo 20111. È notizia di ieri sera che il prossimo 19 ottobre sarà firmato finalmente anche l’accordo di programma, grazie alle sollecitazioni della Regione Toscana e di Confindustria nazionale. La reindustrializzazione non si realizza però limitando gli interventi a mero obbligo di formalità: serve l’obbligo di risultato”.

“Nel panorama delle farraginosità burocratiche spiccano i 19 anni trascorsi dalla legge 426 del 1998. Aver trasformato i Sin in Sir è stato un notevole passo avanti, ma le tempistiche lente hanno ostacolato i risultati. È stata finalmente approvata la convenzione che rende attivi gli accordi di programma previsti per la bonifica delle aree Sin-Sir massa Carrara: un intervento da 3 milioni e 58 mila euro”.

“Il bilancio di sostenibilità del comparto chimico e petrolifero toscano è ormai giunto alla sua diciassettesima edizione; stiamo progettando anche il bilancio sociale del comparto della portualità e della logistica. Lo scorso luglio abbiamo invece presentato la prima edizione del bilancio di sostenibilità del settore lapideo, in collaborazione con l’alta scuola imprese e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano”.

Ricci ha commentato l’intensificazione progressiva dei controlli e dei protocolli: “Non siamo contrari a prescindere, ma l’affastellamento di norme provoca incertezza operativa. Ciononostante, il riflesso economico del lapideo sul territorio è cresciuto di 500 milioni di euro e occupa con l’indotto 8 mila addetti, rappresentando più dell’80% dell’export di Massa-Carrara”.

Per quanto riguarda il settore della portualità, “i traffici sono cresciuti anche a Marina di Carrara segnando un incremento del 35%. Tuttavia, secondo il presidente, l’accorpamento del Porto di Carrara con quello di La Spezia avrà certamente ripercussioni negative sul Pil della Toscana. “Per il Porto di Carrara, apprezziamo gli orientamenti espressi dall’autorità di sistema portuale di La spezia nel procedere sui lotti funzionali del “water front” e auspichiamo che siano condivisi dalle altre amministrazioni interessate”.

Ricci ha avanzato la proposta di un’holding del territorio che tenga insieme le amministrazioni dell’area vasta della costa. “In varie parti d’Europa sono già in essere le macroregioni – ha commentato il presidente – potremmo sperimentarle proprio sulla costa toscana”.

Di seguito si è tenuta una tavola rotonda moderata dal direttore di Toscana 24 Cesare Peruzzi che includeva il professor Fabio Bonsignorio, visiting professor dell’istituto di biorobotica del Sant’Anna, il presidente dell’autorità portuale del mar Tirreno Stefano Corsini, il presidente della delegazione di Confindustria Massa-Carrara Eric Lucchetti, il presidente della commissione regionale per il rilancio della costa toscana Antonio Mazzero, il presidente di Nuovo Pignone Massimo Messeri e la presidente dell’autorità portuale del mar Ligure orientale Carla Roncallo.