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Pif, Barbacetto, Quirico: dalla povertà del Bel Paese a Mani pulite. “Donna anima e corpo”, la nuova edizione

Ci sarà anche la regista Paola Piacenza e la docente allieva di Umberto Eco Giovanna Cosenza. «La rassegna non è un evento ma un percorso, non è una vetrina. Questa rassegna non ha mai voluto misurarsi con altri»

MARINA DI CARRARA – “Chi comanda al racconto non è la voce: è l’orecchio” scriveva Italo Calvino per spiegare come lo stesso racconto possa narrare cose diverse a seconda di chi ascolti. Ed è questo il tema, la declinazione del raccontare, che la rassegna culturale presso la “fabbrica che sforna dolci e produce pensiero”, presso il Biscottificio Dogliani, proverà a trattare. Pif, noto conduttore televisivo e regista, il giornalista d’inchiesta Gianni Barbacetto, la regista Paola Piacenza, la docente di semiotica nonché allieva di Eco Giovanna Cosenza, saranno gli ospiti che proveranno a spiegare nei loro linguaggi (cinema, tv, giornalismo e scienza dei segni), cosa significhi raccontare.

La rassegna che quest’anno si intitolerà per l’appunto “Raccontare, raccontarsi”, si svolgerà come di consueto presso il parcheggio della fabbrica trasformato per l’occasione in palcoscenico e platea, ogni venerdì di luglio (tranne il penultimo appuntamento che si svolgerà sabato 23 luglio), dalle ore 21:15. La critica ricorrente e spesso rivolta alle iniziative culturali e artistiche di Carrara è la mancanza di continuità, un difetto di longevità che sicuramente non appartiene a “Donna anima e corpo”, la rassegna della fabbrica di biscotti e pensieri, arrivata alla sua 17° edizione.

A presentare gli appuntamenti di questa edizione sono Margherita Dogliani, l’anima della rassegna, Marta Matteini, giornalista che affianca da anni Margherita nella realizzazione del progetto e Daniela Bennati, presidentessa dell’associazione “Angelo e le stelle”. Una rassegna a 6 mani questa, ma che in realtà vorrebbe aprirsi ad altri, attingendo all’esterno della fabbrica. Lo spiega Dogliani: «In questi anni intuisco che sono cambiata io e il contesto che mi circonda. Questa edizione sarà un mettermi a fuoco e in gioco, sarà un’opportunità per me, per mettere in discussione gli obiettivi, le motivazioni che mi hanno spinto a creare la rassegna, sarà un momento di verifica di tutti questi 17 anni. E’ mia intenzione – ha proseguito l’ideatrice della rassegna quasi ventennale – coinvolgere persone esterne alla fabbrica: è nel corso naturale di questo percorso. Nella prima fase sono stati coinvolti i dipendenti, ora si apre una nuova fase che non so dove porterà. In passato abbiamo avuto diverse esperienze con altre fabbriche, corsi di scrittura, tanti tentativi per spronare i dipendenti e chi mi sta vicino, per spingere ad agire attraverso la cultura. La rassegna ha avuto un valore simbolico, culturale e di relazione. Però io adesso voglio qualcosa di più, voglio crescere».

«Dopo 17 anni cerchiamo di guardarci dentro e per farlo bisogna saper raccontare e raccontarsi – spiega e sintetizza il senso delle quattro serate e dei quattro incontri, Marta Matteini, giornalista e moderatrice della rassegna – Questi ultimi due anni sono stati difficili, fatti di silenzi e adesso c’è l’emergenza di tornare a parlarsi in presenza, occhi negli occhi.

Il programma

La rassegna è una declinazione dei linguaggi: durante la prima serata verrà proiettato il documentario “Il fronte interno” con il giornalista Domenico Quirico per la regia di Paola Piacenza. È un viaggio in diverse zone d’Italia, guardato attraverso gli occhi del giornalista de La Stampa rapito in Siria. Un racconto sulla povertà, con cui Quirico si è misurato, reso bene grazie all’occhio della telecamera di Paola Piacenza, giornalista e film-maker molto stimata e già autrice di documentari girati al confine tra Iran e Iraq e uno in Siria. Adesso per la prima volta – racconta la giornalista – volge il suo sguardo dentro il suo Paese, per una produzione di Rai Cinema.

La seconda serata, preceduta da un concerto di blues, vedrà ospite la docente di Semiotica presso l’Università di Bologna, Giovanna Cosenza, autrice di un saggio sulla comunicazione intergenerazionale: insieme- ha commentato- parleremo di comunicazione al tempo del social. Questa seconda serata è collegata a Con-vivere che quest’anno si dedicherà a “Tracce”.

Il terzo appuntamento – ha presentato Matteini introducendo il conosciuto e poliedrico conduttore televisivo – vedrà salire sul palcoscenico il linguaggio della tv con Pif, noto autore, sceneggiatore, regista e conduttore televisivo.

L’ultima serata, dopo il concerto jazz, sarà il giornalista di inchiesta Gianni Barbacetto a illustrare il linguaggio dell’inchiesta. Firma tra le più conosciute sulle testate nazionali – ha puntualizzato Marta Matteini – attualmente penna del Fatto Quotidiano, fra gli autori di Anno Zero, è un punto di riferimento di tutte le inchieste giudiziarie da Mani Pulite in poi, che tra l’altro quest’anno compie 30 anni: sarà un’occasione per parlarne insieme».

Accanto a Margherita e a Marta, Daniela Bennati le ringrazia: «A seconda di come si racconta, cambia il taglio e il punto di vista – spiega – ne parleremo insieme ai nostri ospiti esperti di social media, di cinema, tv e inchiesta. Margherita – ha riconosciuto la presidente dell’associazione “Angelo e le stelle” – ogni anno coinvolge sempre di più, decidiamo insieme: è una collaborazione profonda che coinvolge tante persone, non posso che esprimerle gratitudine».