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Sodalizio Camera di Commercio-Accademia: nel palazzo di via Rosselli un polo tecnologico foto

Saranno realizzati studi cinematografici e di fotografia digital. Sodini: «L'istituto di Belle Arti è un'eccellenza ed era uno spreco tenere chiuso questo edificio. Insieme a questo metteremo a disposizione il palazzo accanto per un totale di quasi 2mila mq»

CARRARA – Di arte e cultura si può vivere? La Camera di Commercio, gli artigiani e tutte le associazioni di categoria legate al commercio carraresi probabilmente pensano che comunque possano aiutare molto l’economia: ne sono così convinti da arrivare a “prestare” in comodato d’uso a titolo gratuito all’Accademia della città e per 35 anni, il palazzo storico di via Rosselli, numero 4, ex pretura o ex Isr. Non solo: la stessa operazione avverrà con il palazzo accanto, comunicante e sempre di proprietà camerale. Quest’ultimo ancora da restaurare ma a cui l’Accademia provvederà grazie a finanziamenti ministeriali.

Il presidente dell’Accademia Antonio Passa ha infatti riferito di un colloquio avvenuto, insieme al direttore dell’ateneo Luciano Massari, presso gli uffici ministeriali romani per capire se fosse stato possibile un eventuale acquisto: «Ci hanno detto che il ministero preferisce aiutare nei finanziamenti e con eventuali mutui per il recupero e il restauro di palazzi demaniali e così faremo» ha spiegato il presidente. L’Accademia quindi, che sta vivendo una vera e propria primavera artistica ospitando artisti di fama internazionale, con ben 900 iscritti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, con un ampliamento dell’offerta dei servizi sia per i corsi biennali che per quelli triennali, un ampliamento del personale amministrativo e di inservienti, oltre alla stabilizzazione di diversi docenti precari da lunga data, con questo “regalo” di quasi 2000 mq riceverà una vera e propria boccata di ossigeno che le permetterà di recuperare quegli spazi indispensabili e portare avanti i progetti di respiro nazionale e internazionale a cui ambisce e che sta mettendo in campo.

«Studio di cinematografia, design, Nuove Tecnologie dell’Arte, laboratorio di fotografia digitale e tradizionale, stampanti 3D, laboratori digitali, scultura digitale, scenografia» elenca soddisfatto il direttore Massari riferendosi alle attività e ai corsi che avranno sede nel nuovo palazzo a disposizione dell’Accademia; un’operazione, sottolinea Massari, con cui l’ateneo è riuscito a risollevarsi da una situazione, ereditata dalla precedente gestione amministrativa, di penuria di spazi: «Gli studenti in quelle cinque stanze in via Tacca presso l’ex Giudice di Pace erano affastellati e all’epoca, perdere gli spazi del Palazzo Forti che ospitava una dozzina di corsi, fu molto svantaggioso per l’Accademia» ha commentato il direttore.

Il plauso del presidente Passa va dunque alla Camera di Commercio e al direttore dell’Accademia, sempre sulla breccia, quest’ultimo, nel cercare di recuperare quegli spazi necessari per le attività di alta formazione dell’Accademia che quest’anno firma un bilancio in attivo di circa 5 milioni. «Useremo questo periodo estivo per i traslochi» ha annunciato Massari, annunciando anche lavori di risistemazione della facciata del palazzo Principe, sede principale dell’ateneo carrarese: «Alcuni mestieri come i falegnami mancano, peccato, avremmo dato i lavori volentieri a qualche azienda carrarese» ha dichiarato il direttore, riferendosi a potenziali collaborazioni con il mondo delle imprese che si aprirebbero assieme a una espansione delle attività formative dell’Accademia. Seduto accanto a lui, annuiscono: Dino Sodini presidente della Camera di Commercio, Sergio Chericoni vicepresidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (nonché presidente di Confartigianato) e Vincenzo Tongiani presidente dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio, nel salone principale del palazzo storico. Un palazzo eretto nel 1890 e fregiato da decori e rifiniture di pregio, composto da piano terra, tre piani ammezzati e un secondo piano e dotato di ascensore. Per un totale di circa 963 mq e un valore di mercato di 2 milioni e trecentomila euro anche se all’epoca costò “solo” 75mila lire.

«Siamo contentissimi che l’Accademia abbia vinto il bando-ha sottolineato complimentandosi Sodini che ha firmato il comodato a uso gratuito del palazzo con l’Accademia-questo è un palazzo storico, sede dell’Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio, ma 15 anni fa il personale venne trasferito in sede principale (piazza Due Giugno) in seguito ai tagli sulle spese e venne tenuto chiuso: era uno spreco così abbiamo fatto un bando per l’assegnazione e l’Accademia ha vinto. E’ stata una scelta fatta con tutte le associazioni di categoria: siamo tutti consapevoli di cosa rappresenti l’Accademia, una vera eccellenza che fa crescere il territorio e in particolare il centro storico sotto il profilo artistico, culturale ma anche economico. Per questo abbiamo messo a disposizione anche il palazzo accanto, ex sede dei commercianti: in tutto sono quasi 2.000 mq. E’ un dono che abbiamo fatto un po’ a tutta la comunità».

«Ci abbiamo lasciato una parte del nostro cuore- ha commentato Tongiani presidente dell’Istituto che aveva sede proprio lì- ma siamo contenti per la destinazione così importante». Gli fanno eco le parole di Sergio Chericoni: «È un palazzo legato alla Camera di Commercio e quando l’Accademia ha chiesto la disponibilità tutte le associazioni datoriali hanno aderito ritenendo l’ateneo una vera eccellenza oltretutto era uno spreco tenerlo chiuso, si sarebbe deteriorato. Questo progetto porterà persone nel centro storico con un arricchimento culturale e sociale. Le imprese ci sono e sono pronte a sostenere». Un plauso arriva anche da parte dell’amministrazione De Pasquale che attraverso l’assessore Daniele Del Nero si complimenta e saluta favorevolmente l’iniziativa, riconoscendo il ruolo trainante dell’Accademia. Il presidente Antonio Passa, ricordano le trattative in corso per creare una moderna casa dello studente, ha ricordato salutando: «L’Accademia esiste perché vocazionalmente Carrara ha il marmo».