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La marmettola, da scarto della lavorazione del marmo a opera d’arte

Il detrito diventa linguaggio ed espressione dell’intima relazione tra lapideo e natura nelle opere di Andrea Polenta in mostra da sabato 23 aprile e fino al 6 maggio alla Maac Marmi Gallery

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CARRARA – Da scarto della lavorazione del marmo a opera d’arte. La marmettola diventa linguaggio ed espressione dell’intima relazione tra marmo e natura nelle opere di Andrea Polenta in mostra da sabato 23 aprile e fino al 6 maggio alla Maac Marmi Gallery di via Finelli, 22 nel centro storico di Carrara. Con “No More White”, questo il titolo della mostra, il giovane artista carrarino, esalta l’impiego della marmettola che da rifiuto diventa ingrediente essenziale per realizzare le sue opere. I quadri di Polenta sono infatti realizzati con la marmettola, prodotto del residuo di lavorazione e segagione dei blocchi di marmo, un misto di carbonato di calcio e acqua che da vita al fango carbonatico, senza mai perdere di vista il legame con la natura raffigurato da figure femminili. “Il Marmo – anticipa Polenta – è la nostra esistenza è ciò che ci fa vivere, è ciò che amiamo, è per questo che dobbiamo trovare la maniera di utilizzare tutti gli scarti”.

La mostra, curata da Emma Castè per conto della Maac Gallery, sarà inaugurata sabato 23 aprile alle ore 16.30 alla presenza dell’artista. La mostra resterà aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00 con ingresso libero. Informazioni anche su https://www.andreapolenta.com/.

Andrea Polenta nasce a Carrara nel 1996, dove tutt’ora vive e lavora. Si diploma al Liceo scientifico “Guglielmo Marconi” di Carrara e attualmente è laureando in Architettura presso l’Università degli Studi di Firenze. Inizialmente il suo operato artistico andava a braccetto con la spontaneità: creava forme e schizzi senza pensare, utilizzando i colori che secondo lui colpivano di più l’osservatore solo dal punto di vista estetico. Negli anni ha maturato un pensiero differente, abbinando la spontaneità al ragionamento, ma soprattutto abbinando l’improvvisazione di un gesto al raggiungimento di un tema ben preciso. Partendo da pennellate di sfondo per arrivare al dripping e al colore spalmato con spatole, esce fuori un soggetto, seppure astratto, collegato al titolo dell’opera. Nel dicembre 2019 ha avuto l’occasione di partecipare ad una mostra collettiva a New York, presso la Gallery 104. Questo fu per lui l’inizio di un cambiamento, confermatosi subito dopo durante un’altra esibizione presso il Palazzo Saluzzo di Genova. Frequentando sempre di più gli spazi d’arte, Andrea ha deciso di intraprendere un suo percorso più intimo e soggettivo. Da settembre 2020 diventa allievo e assistente del pittore siciliano Giuliano Macca, perfezionando il  disegno figurativo e le varie tecniche pittoriche.

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