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Tutto pronto a Carrara, sabato è il Gabbani Day in città: attesi migliaia di fan foto

Il cantante in conferenza stampa coi giornalisti locali presenta la giornata firma-copie: «La faremo anche con la pioggia. Spero di poter fare presto un concerto». Per accedere sarà necessario un pass che si ottiene acquistando il cd presso il Mondadori bookstore di Carrara

CARRARA – Una conferenza stampa dai toni confidenziali, alla mano, esattamente come nel suo stile: naturale e spontaneo dimostrato sin dai suoi esordi sia sul palco che in tv, su Rai Uno, nel recente varietà “Ci vorrebbe un fiore” condotto insieme alla conterranea apuana Francesca Fialdini. Insomma una chiacchierata tra amici con cui Francesco Gabbani ha presentato l’evento del firmacopie per il suo album in uscita “Volevamo solo essere felici”, sabato 23 alle ore 15 al palco della Musica in piazza Gramsci e con cui, facendoci una bella sorpresa, ha anche annunciato uno speciale di Studio Aperto, che andrà in onda su Italia Uno, con protagonisti lui e Carrara: «Una rubrica speciale su di me legato alla città di Carrara: è stata registrata e ripresi, sotto il periodo di Pasqua, i luoghi di ricordi dell’infanzia dal Centro storico, a Marina, fino alla cave» ha rivelato.

Un legame, quello con Carrara, che lui stesso sottolinea più volte anche usando simpatiche frasi in dialetto e con esplicite dichiarazioni d’amore. I giornalisti gli fanno notare che la seconda data del firmacopie è proprio Carrara: «Per me ogni occasione da poter condividere con la mia città è legato a un impulso forte— conferma il cantautore— questo è dimostrato dalla scelta che ho fatto di continuare a vivere qua, di base, dove torno appena posso: continuo ad avere con Carrara un rapporto appagante in tutti i suoi aspetti. E’ un territorio strepitoso e poi ho sempre sentito un grande affetto con la cittadinanza e torno sempre per vivere e per dare questo affetto».

Altra novità annunciata sono le prime date dei concerti estivi, tra cui c’è Capannori, Forte dei Marmi e Pisa, tra i luoghi più vicini. «E Carrara?» Gli chiedono i giornalisti. «Mi auguro e spero dei concerti a Carrara o vicino a Carrara — confessa — però la questione è che non dipende solo da me. Dietro l’organizzazione di un concerto con allestimento tecnico a supporto non ci sono solo io a decidere. Mi auguro che ci sia prima o poi l’occasione. Ci lavoriamo sempre, il mio pensiero c’è sempre ma non è così facile. Ricordo ancora il concerto che facemmo in piazza Alberica nel 2016 come tra i più emozionanti fatti».

A scanso di equivoci e per non creare false illusioni, Francesco ha voluto precisare, circa sabato 23 al firmacopie, che non ci sarà alcuna sua esibizione: solo firma sul disco e foto: «Sarà un firmacopie puro, a tutti gli effetti, non mi esibirò. Lo dico per evitare polemiche. Se qualcuno accorrerà pensando che io mi esibisca, mi dispiacerebbe, perché non sarà così» ha spiegato e precisato l’artista. Un firmacopie che si svolgerà acquistando l’album presso il negozio della Mondadori, all’angolo tra via Roma e via Verdi, dove verrà rilasciato un pass con cui si potrà accedere. Lì, in modo ordinato ciascuno aspetterà il proprio turno per poter salire sul palco della Musica per l’autografo e la foto con Gabbani. L’evento è organizzato da Sm Comunicazione Digitale e da Mondadori Bookstore Carrara.

«Sarà lì anche con la pioggia: sotto il palco saremo protetti ma per chi resta in coda consiglio eventualmente un ombrello e portatevi eventualmente anche pennarelli per la firma indelebile in caso di pioggia» scherza Francesco. Sul disco nuovo il cantautore si dice molto soddisfatto: «Rappresenta un’altra tappa del mio percorso artistico e musicale — si racconta spiegando il contenuto dell’album e da dove nasce — continuo a essere certo che la mia espressione musicale è espressione di chi sono. Questo album rappresenta chi sono oggi. Un bilanciamento di vari aspetti delle mie sensibilità. E’ un disco distribuito in modo eterogeneo rispetto a una componente dal taglio ironico, provocatorio e leggero con cui il grande pubblico ha iniziato a conoscermi. Qua c’è una componente intimista che mette a nudo la mia emotività. Questo bilanciamento delle due parti, fa parte della mia persona ed entra nella musica che faccio. È un continuum rispetto a “Viceversa”. Mi sembra di notare che rispetto a Viceversa che era un album che provava a far riflettere sull’essere sé stessi con gli altri: chi sono io nei confronti della società…capire se stessi in relazione agli altri, ora invece faccio, sempre un’analisi di me stesso, però lo faccio senza mettermi in paragone con gli altri. E’ più una introspezione che guarda all’essere interiore senza paragone con gli altri. Probabilmente è frutto del periodo vissuto: pandemia con in famigerati lockdown in cui ci siamo ritrovati con noi stessi».
«Non ho presunzione di definire cosa sia la felicità — aggiunge l’artista carrarese — è soggettiva, ognuno ha la sua di felicità. Però mi sento di dire che in “Volevamo solo essere felici” ci sono tracce di una nostalgia: tutto è mosso dalla ricerca della felicità, è un punto fermo, credo che tutti cerchiamo la felicità. E in questo siamo simili».

Un album, questo, con cui Francesco Gabbani, festeggia quest’anno i suoi primi 40 anni: «Dò un peso relativo all’arrivo di questi 40 anni— si confessa— per quello che faccio, per la creatività che uso e alimento cerco di conservare il fanciullo che ho in me».