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“I percorsi dello Spirito” l’appuntamento nella Chiesa di S. Geminiano a Pontremoli

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PONTREMOLI – I “Percorsi dello Spirito” si soffermano, questa volta, su un altro importante momento di fede e di cultura pontremolese: i riti della Settimana Santa in Pontremoli. In particolare, a partire dalla metà del XVII secolo, i riti della Settimana Santa hanno avuto espressioni importanti e singolari grazie alle Confraternite del borgo: la processione della Confraternita di Nostra Donna con la Pietà, cioè Maria che sorregge il corpo senza vita di Gesù, la processione del “Cristo che va al Calvario” della Confraternita della SS. Trinità di S. Geminiano, la processione della “Madonna dei sette dolori” dell’omonima Confraternita di S. Nicolò e la processione del “Cristo morto” della Confraternita della Misericordia, processione così ricordata nel 1689: “Hanno introdotto nell’oratorio di S. Lorenzo il giorno del Giovedì Santo dall’hora 21, o circa, che sarà finito l’ufficio prescritto dalla chiesa nelle parochiali, levar da detto oratorio processionalmente un’imagine d’un Christo morto, et portarlo fino a circa l’Ave Maria della sera per Pontremoli. Il concorso alla qual processione deserta affatto l’assistenza de’ fedeli al Santissimo Sacramento, che si espone quel dì (come dicono a sepolchri) per prescritto della Chiesa; in modo, che dalle hora 22, o circa del Giovedì Santo, fino all’hora della messa del Venerdì, che si consuma il Sacramento, non v’è quasi più alcuno in tutto Pontremoli che concorra all’adoratione d’esso, con biasmo per[ci]ò (se ben si fa) di tutti quelli, che hanno giusto sentimento”.

Un documento prezioso, questo, che ricorda l’usanza ancora viva in Pontremoli della “visita ai Sepolcri”, ovvero agli altari della reposizione, che “illuminano” le chiese del borgo nella notte tra il Giovedì Santo e il Venerdì Santo. E come, poi, non ricordare che proprio da una “quistione” legata alla processione del “Cristo che va al Calvario” nasce il famoso soprannome di “Vaticano” attribuito alla parrocchia di S. Nicolò e rimasto impresso nel ritmico sfottò dei falò cittadini del mese di gennaio. Sarà, quindi, un momento di riflessione sui riti che segnano la più importante e santa settimana per i cristiani e che hanno segnato l’identità del nostro territorio, al fine di “riscoprire” il loro “senso” così da viverli meglio in quest’anno della fine dello stato di emergenza. Appuntamento, dunque, presso la chiesa di S. Geminiano, sabato 9 aprile 2022, alle ore 15,30.

 

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